Tamara Donati
50 Danza fra i veli
60 x 70, olio su tela
Tamara ha sempre amato la danza,
l'ha praticata, l'ha dipinta. Per
distinguere la lingua del prosatore
da quella del poeta, Sartre poneva
come esempio il gesto quotidiano
contro quello della danza: L'uomo
vuol prendere una caraffa d'acqua
perché ha sete: muove il braccio, il
suo gesto è rivolto all'oggetto. Il
danzatore invece ha davanti a sé una
caraffa, messa lì non perché lui la voglia,
ma perché lui possa fare il suo gesto.
Il gesto quotidiano non ha valore in
quanto gesto, il gesto del danzatore ha
valore in sé. E' esattamente ciò che fa
Tamara che disincarna il gesto dalla
persona e ne ricerca il valore in sé.
Nasce a Prato nel 1962, attualmente vive a Quarrata. Dal 1981 al 1985 frequenta il Liceo Artistico di Firenze. Dall’85 al ’87 frequenta un corso di grafica pubblicitaria regionale.
Le sue esposizioni cominciano a Carmignano nel 1985, poi in altre località della Toscana seguendo, fino al 1991 un linguaggio pittorico caratterizzato dal ritmo di figure geometrizzate e linee che si fondono nello spazio. Contemporaneamente, dal 1988 in poi, segue vari corsi di teatro, danza e canto al fine di integrare l’arte visiva con altre discipline artistiche.
Dal 1992 le sue opere si fanno più complesse: più tele o tavole articolate assieme a formare dei solidi, con strutture mobili sì da partecipare al movimento espresso dai soggetti che rappresenta. La prof.ssa Botte-Crainic dell’Università di Storia dell’Arte di Bucarest la invita a esporre in Romania, presso la galleria Adam (Ploiesti), da allora comincia una serie di mostre in Italia e all’estero.
Dal 1992 al 1994 crea interventi scenografici per la compagnia Luca Tintori, “L’avventura sulla scena” rappresentati al Fabbricone.
Dal 1995 inizia la serie “Arabesque”, ispirato a una figura della danza classica e che ricorre in ogni opera della serie: espone a Palazzo Datini, Prato, a Bagnolo, all’Area protetta del Monferrato (Montemurlo), poi, nel 2018, alla mostra collettiva “Donne - Eccellenze pratesi” presso Farsetti Arte a cura di Carlo Palli e Laura Monaldi.
Nel 1997 una performance al Centro Pecci con Michelangelo Pistoletto. Da questo momento comincia a insegnare promuovendo corsi di disegno e tecniche pittoriche. Dal 2003 al 2004, ancora collaborazioni con il teatro - Associazione Ottava Rima - per costumi e scenografie in scena al Cassero e al Magnolfi di Prato.
Ultimamente crea opere tridimensionali, composizioni polimateriche, anche di grandi dimensioni. Nel 2005 ottiene un riconoscimento alla carriera da parte dell’Ambasciata del Costa Rica. Nel 2008 vince il secondo premio “Santa Rita da Cascia”, con l’opera “La rosa e le spine” ora in mostra presso il Santuario di Roccoporena (PG).
Con il corso di Counseling Biosistemico e di arteterapia ha cominciato un nuovo approccio all’insegnamento basato sulle emozioni, il significato dei colori e la creatività con il “Percorso Arte-Benessere”.
Il ciclo Arte-fatto va dal 2011 al 2013, interventi su opere ricavate dal “grande magazzino virtuale” e da lei elaborate e definite. Nel 2012 espone alcune delle sue opere Arte-fatto al Ristorante Opera 22 di Prato.
Nel 2013 partecipa a “Artisti a km 0” con la performance “Dolceterapia”. Nel 2014 partecipa all’esposizione Arti Visive dell’Università La Sapienza di Roma con “Mezzo vuoto e Mezzo pieno”.
La serie Bacheche-Fiabe è del 2015-16 e traduce in materia il mondo simbolico-onirico delle fiabe. Nel 2019 è nella permanente di “Fabbriche d’arte”, Parco di sculture a Montemurlo con “Manipolazione ambientale.
Dal 2016 ad oggi opera la serie “icone” per ridar vita alle opere d’arte abusate e riproposte incessantemente attraverso i media, snaturandole. I volti delle icone sono prioritari e posti in luce con la foglia d’oro, argento e rame. I dettagli sono resi con pochi tratti di pennello per alludere al mosaico e all’atemporalità.
Ancora, con la cura di Carlo Palli, all’Art Hotel con la serie “Icone” e al Politeama con “Pablito, il mito”, poi ancora a Novara con “Icone” e alla pontificia Università S. Tommaso dAquino dove ottiene il premio “Prix grand artiste” del collegio international di Cannes.
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