Sipontina Paloscia
48 un villaggio in città
80 x 100
collage di foto, tempera
e olio
Ci sono i nomi delle strade, il
Centro Sociale, il negozio del
Kebab, le scuole Don Milani,
disegni di bambini, i giardini,
un vecchietto che attraversa la
strada, immagini sacre, la
chiesa. Il tutto in due navate
separate dallo stemma del
comune di Prato e incorniciate
dall'alternarsi del marmo bianco
con il marmo verde di Prato.
Siamo proprio qui, a casa nostra.
Una sintesi di ciò che viviamo
quotidianamente.
Nasce a Manfredonia (FG) e arriva a Prato nel 1957. Sipontina ha sempre avuto la passione per l’arte, favorita anche dal mestiere del marito, corniciaio, tramite il quale ha conosciuto opere e artisti, e ha potuto visitare mostre e gallerie. Ha inoltre seguito vari corsi di pittura. Sipontina sa apprezzare sia l’arte moderna che quella contemporanea, seguendo il suo proprio spirito critico.
L’arte è metafora in quanto mimesi del reale e, nello stesso tempo, è altro. In quanto mimesi è creazione, investita dallo spirito dell’autore. In effetti ogni ritratto è il ritratto dell’autore, ogni personaggio accoglie lo spirito dell’autore - o meglio, i ritratti che accolgono lo spirito dell’autore, possono essere definiti iconici. Altri ritratti invece sono visti solo esteriormente e non accolgono il suo spirito. Pur essendo universale, lo spirito, a volte si ferma all’esterno di ciò che rappresenta, usandolo come oggetto per un contesto. In questo caso il contesto crea l’ambiente con il quale lo spirito dell’autore si lascia percepire restando nascosto.
Sipontina dipinge grandi cicli di conoscenza della realtà: cicli di animali, di volti etnici, di attrezzi di lavoro e di lavoratori. In ogni ciclo e in ogni opera infonde sé stessa, i propri gusti, la propria conoscenza, il contesto e ciò che nel contesto accoglie il suo spirito.
ai miei amici
ama 1
ama 2
comuni italiani
amici