Lorenzo Tornabuoni
62 remare, 50 x 70
riproduzione 33/100
L'attività fisica è necessario al
corpo dell'uomo per mantenere
la forma e stare in salute. A
differenza degli animali selvaggi
gli uomini possono "non fare"
esercizio fisico, ma farlo fa la
differenza. Lorenzo dipinge
spesso corpi di atleti, canottieri
soprattutto, ma anche pugili. In
questa sua opera la torsione del
corpo del vogatore, mostra la
sua prestanza, il suo sforzo.
Non disegna l'intero corpo
dell'uomo ma solo le parti
interessate, il resto è accennato.
Nasce a Roma nel 1934 dove muore nel 2004. La madre, Gianna Veroni, traduttrice, è figlia dell’avvocato e deputato antifascista Dante, sottosegretario del Ministero di Grazia e Giustizia nel 1945 con Togliatti. Il padre, Giuseppe, è medico e discende da una nobile famiglia fiorentina. Passa parte dell’infanzia in Africa orientale e torna in Italia nel 1942. Comincia subito a prendere lezioni di disegno da Andrea Spadini. Termina gli studi classici al liceo Tasso, vive qualche mese a Parigi. Si iscrive alla facoltà di lettere a Roma ma non finisce gli studi. Fa intense letture, soprattutto Proust, Freud, Théodore Géricault.
1954, prima mostra di pittura alla Galleria l’Obelisco.
Nel 1962 fa parte delle spedizioni paleontologiche del prof. Fabrizio Mori nel Sahara libico per il ritrovamento di pitture rupestri. Nel 1963 ha un grave incidente d’auto che lo lascerà menomato della parte sinistra del corpo.
La distinzione fra figurativo e astratto in Lorenzo è labile perché da una parte intende rappresentare oggetti della realtà fenomenica ma, insieme, li carica di significati reconditi e simbolici in senso simbolista e espressionista. Al pittore non interessano i particolari fisionomici ma l’equilibrio della composizione, il cromatismo soprattutto con diverse sovrapposizioni di macchie di colore trasparente. La sensazione complessiva è di leggerezza e armonia.
donna distesa
senza titolo
vogatore
natura morta
Wincklemann