GUSTAVO MAESTRE








38 un sogno a Porta al Serraglio


15 x 15, tecnica mista

su plexiglass



  1. Un quadrato di plexiglass è inserito in una cornice-

  2. scatola colorata. La trasparenza del plexiglass fa

  3. pensare a un sogno. Alcuni accenni di figure

  4. appaiono nella trasparenza e dei tocchi veloci

  5. ma sapienti di colore blu disegnano volti femminili.

  6. C'è un mezzo pallone accennato, delle gambe

  7. di calciatore, delle traverse. Dove è diretto il sogno?

  8. Due donne e la partita di pallone: a voi la scelta.





Nasce a Barcelona, Venezuela, Nel 1975 si diploma alla Escuela de Artis Plasticas a Reveron, la sua città. Nel 1979 in incisione e serigrafia all’Ist. Tres Rayas in Madrid. Nel 1985 in tecniche della ceramica a Sesto Fiorentino. Nel 1988 si trasferisce a Prato.


Personali a Puerto de la Cruz (Venezuela), Havana (Cuba), Ecuador, Miami (USA), Madrid, Parigi, Tolosa, Prato, Firenze, Arezzo, Milano, Modena, Roma, Bari.

Premi: 1° Inciba, Caracas, Venezuela - 1° Inciba, Barcelona, Venezuela - 1° d’Acquisto Studio Fecha, Caracas, Venezuela.


Vive a Prato dedicandosi all’arte contemporanea, terreno fertile per la sua prorompente potenza espressiva che si esprime in grandi quadri colorati.


Recensioni:

Grovigli e subbugli si rincorrono nelle sue tele cariche di colori, ma anche attraversate da sciabolate di luce all’interno di un cocktail emotivo che non ha mai fine. Sorretto da un’inesauribile ricerca di novità che soddisfi il suo animo inquieto e, allo stesso tempo, sognatore (Franco Riccomini).

C’è l’ansia di scoprire qualcosa che per troppo tempo è stato celato perché inaccettabile, qualcosa di pericoloso perché fuori dagli schemi, dai luoghi comuni e dai sentieri battuti. Le tele arrivano dirette a quella parte di noi dove tutto è possibile (Attilio Maltinti)

Il vero compito dell’artista è quello di gridare a gran voce il proprio pensiero dando forma a sogni e paure. Il mondo multicromatico ed espressionista di Gustavo nasconde una lacerazione profonda che con la sua arte fa diventare atto intellettivo di critica e denuncia sociale. Non ha riguardi verso la complessità moderna, crudele e annientatrice. La crisi perenne che viviamo non può essere ridotta alla politica, ma investe la Vita nella sua interezza: crisi umana della morale che non lascia scampo ma che fa riflettere e operare intellettualmente. Nel colore di Guastavo c’è la consapevolezza che attraverso l’Arte la Rivoluzione e il cambiamento possono ancora essere possibili. C’è una forte tendenza alla libertà: i confini del Possibile sono vicini: basta varcarli non cedere alle ingiustizie (Laura Monaldi)





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