Giuliano Pini
61 Giovane con arco
50 x 70 riproduzione 66/100
L’espressionismo oggettivo di
Giuliano Pini dipinge reperti del
passato, in modo classico, ricco,
esuberante, ma, appunto,
oggettivo. In realtà i soggetti
hanno un'espressione: Il giovane
mostra una sorta di triste
abbandono ad una realtà, pur
vittoriosa, che non lo soddisfa, il
cigno con le sue piume
frastagliate mostra uno sguardo
irato. La torsione del busto è
classica, la curvatore del collo
del cigno esprime il languore
insoddisfatto della sconfitta.
Nasce a Firenze nel 1935, pittore autodidatta. Nel 1961 la prima personale alla Galleria fiorentina Nuova Corrente, poi a Santa Croce, a Palazzo Vecchio, a Forni di Bologna, a Amsterdam. a Siena, Cesena, Cremona, Piombino, Grosseto, Arezzo, Ferrara.
Nel 2000 gli viene conferita la Targa d’Argento dal Presidente della Repubblica.
A livello di critica i contributi di Carlo Ludovico Ragghianti (1970), Mario de Micheli, Mario Luzi, Tommaso Paloscia, Antonio Paolucci (fino al 1997). Ottone Rosai è uno dei suoi primi estimatori.
Tra i suoi temi principali, quello della rappresentazione di una umanità grottesca e allucinata, trattata con una vena di pietà e anche di rimpianto. È ideatore di grandi cicli artistici: il tempo ha le mani (1970), il punto da raggiungere (1979),l’edificio del sogno (1982). Nel suo percorso incontra la danza, il flamenco di Antonio Gades, la tragedia greca e il teatro in genere.
ambiente e anima
la chioma
le baccanti
mutar d’ale
omaggio al Ghirlandaio