EGO


Marco Rufino vuol essere “io” ma si affida

all’esterno di sé, si affida alla “macchina” che

cattura l’esterno, la macchina fotografica. Cosa c’è

d’interiore in una fotografia? Io punto la macchina e

riprendo ciò che è fuori di me.


Come può una foto essere un’opera d’arte. La giurisprudenza recente stabilisce che:


Una foto è “opera” quando l’autore non si limita, tramite lo strumento meccanico, a riprodurre la realtà, ma riesce a carpire dal dato reale ciò che corrisponde al suo personale modo di vederlo, sentirlo e interpretarlo!




La chiesa di Santa Maria della Spina a Pisa, ha avuto varie vicissitudini e tuttavia è essa, un’opera d’arte. Ma un bambino che ci passa accanto non la nota, la attraversa, va sul ponte e passa dall’altra parte. Lo stesso bambino, cresciuto, segue i genitori, si sposta altrove, in un’altra città, ma, chissà perché, gli mancano i suoi passaggi dal ponte, si ricorda di quella piccola chiesa. Quando torna a Pisa è là che torna, per vederla. Quando un turista passa da quei paraggi, sa che quella chiesa è importante e ne scatta una foto. Scatta la foto alla chiesa, esclude il contesto e non si ferma su alcun particolare. Fotografa delle fredde pietre.


Quando quel bambino torna scatta le sue foto, le inserisce nel paesaggio, vuol ricordare il ponte, il cielo, gli argini del fiume, vuol ricordare l’atmosfera nella quale la chiesa è inserita. Ego intrappola l’operazione della macchina fotografica nel suo passato, nel suo sentire, e la macchina obbedisce, docile, alla spiritualità di Marco, al suo “ego”.


69 Tramonto su Pisa, 60 x 40























Anche la Rocca Calascio, in Abruzzo, la possiamo rinchiudere in una fredda foto che ne fissi la porta, le finestre, le merlature, le torri. Ma se quella rocca ci dice qualcosa è perché ci inserisce in un universo, ci fa sentire la nostra piccolezza, ci rende parte di un paesaggio più ampio, ci riporta al passato, al medioevo, ci fa sentite la solitudine, l’eroismo, il pulsare del nostro spirito.



70 Rocca Calascio, 60 x 40

























E’ ciò che ha fatto il nostro fotografo con il suo Ego.





































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