Assunta Sabina
Preziosi
47. incontri 50x70
acquerello
In questa opera l’artista
immagina l’incontro di due
persone. E’ l’incontro di due
mondi diversi con valori e
sentimenti unici per ognuno
di essi. Si incontrano
energeticamente prima che
fisicamente in una realtà
sensibile più che visibile.
Intorno a loro altre forme
vitali nellostesso spazio,
alcune simili altre diverse,
sono di sottofondo. Difficile la
fusione, ma l’incontro sarà
comunque foriero di
cambiamenti per entrambi.
Assunta Sabina comincia il suo percorso artistico da autodidatta, ma poi frequenta l’Accademia di Belle Arti di Napoli (1971-89). Nell’estate del 99 frequenta i seminari di decorazione ceramica all’Open-Air Museum di Italo Bolano, all’isola d’Elba.
Già adolescente inizia ad esser presente sulla scena artistica e si interessa anche a problematiche ambientali impegnandosi politicamente per proteggere gli spazi verdi dell’Irpinia: “L’albero della vita” è una sua pubblicazione di quegli anni, inchiesta giornalistica con rappresentazioni figurative sullo scempio ambientale post terremoto (1991).
Nel 1993 è titolare della “Bottega dell’Elfo” (Avellino), dove la sua attività riguarda la pittura su vetro, stoffa e manufatti artistici, fiori secchi su seta, specchi dipinti e quadri.
Nel 1994 si trasferisce a Prato. Frequenta il gruppo Aparte del Pecci e svolge attività giornalistica per il Tirreno.
Nel 1997 la troviamo attiva nelle attività collaterali alla mostra di Michelangelo Pistoletto al Pecci: “Habitus - Abito - Abitare”, nel cui ambito propone un suo lavoro “Il viaggiatore” fatto di vetri dipinti e parole sulla nascita dell’universo.
Dal 1997 al 1999 oltre alla “bottega d’arte comune” di Iolo collabora con i gruppi di auto-aiuto psichiatrico con il personale ospedaliero.
Espone a Prato in spazi pubblici e privati, presso lo “Open-Air Museum” di Italo Bolano.
Dal 2000 al 2001 lavora a Portoferraio, all’ “Open-Air Museum” della zona organizzando la ricerca dei colori e forme interiori.
A Siena, alla galleria di Palazzo Patrizi espone lavori su vetro e acquerelli. Espone anche a Montecatini, a Roma, al Palazzo Pretorio di Certaldo e a Lastra a Signa. Al Chiesino di San Iacopo di Prato.
Nel 2001 lavora presso la ludoteca di Tobbiana (Il Sicomoro) per la decorazione di spazi interni ed esterni.
Nel 2008 ottiene un premio speciale al concorso nazionale di pittura organizzato dal gruppo Estrarte. Nel 2016 tiene un corso di pittura creativa presso il Centro civico Michele Ventrone di Prato e nello stesso anno espone a Palazzo Venezia di Napoli.
strati
essenza
fuoco
Amore, Fratrellanza, Pace
bassorilievo
rilievi
un breve racconto di Assunta, Il VIAGGIATORE:
All’inizio era l’increato… poi venne il Desiderio, forte, intenso, di sapere, di creare, di frantumarsi per ricongiungersi, di dividersi e moltiplicarsi in infiniti granelli di vita sparsi in tutte le direzioni.
E divenne energia e si divise in maschile e femminile: in energia in movimento e in energia cristallizzata, la prima muove tutte le cose, la seconda è tutte le cose.
E divenne costellazioni e galassie, stelle e pianeti. E nacque il tempo e lo spazio; e furono tanti i mondi in cui si manifestarono contemporaneamente.
E l’infinitamente grande era l’infinitamente piccolo: il più piccolo frammento conteneva scritto in sé l’intero, in una moltiplicazione infinita dell’essere originario. Le due energie si rincorrevano in tutto l’Universo per ricongiungersi e dare la vita tornando all’unità.
Tra gli infiniti mondi a cui diedero origine c’era un pianeta azzurro perso nella Via Lattea. Era questo un mondo di un’arcana bellezza fatta di atmosfere, di tramonti e di albe, di acque e di ghiacci, di deserti e di monti e di valli, pieno di suoni e colori, luccicante di umori, sconvolgente nella violenza delle sue burrasche e nella dolcezza delle sue calme: la Terra, vivace e vitale, dolce e forte nello stesso tempo.
E l’unione del Maschile e del Femminile, tra il Cielo e la Terra, come in un gioco un po’ dolce e un po’ amaro, popolò l’acqua di pesci, il cielo di uccelli, il terreno di animali; e le piante nacquero ovunque, nell’acqua e sul terreno, al caldo come al freddo.
Tutto ciò che veniva posto in Lei nasceva e si nutriva del suo corpo.
E tutti gli esseri portavano in loro un po’ del padre e un po’ della madre, si divisero in maschi e femmine per perpetrare nel tempo e rendere sacra l’unione che li aveva creati, diventando creatori a loro volta e godendo con gioia di quell’unione.
Prato, 1996