Andrea Granchi




21. Ignorare lo sguardo

ANDREA GRANCHI, 50x70

olio su cartoncino


La  figura  più  piccola  è il centro del

quadro: il piccolo uomo che percorre

una  strada senza meta, vaga senza

pensare o oppresso da una presenza

troppo   grande   perché    lui   possa

vederla,  un  gigante,  un essere  dal

volto   incerto,  un  avera  montagna.

Oltre la montagna un cielo infuocato,

energia e mistero.









  1. 22.Giovane Visionario

ANDREA GRANCHI 35x50

Litografia XLIX/L



L'uomo è nudo, seduto, apparentemente risalassato,

ma è anche spezzato, tagliato e ricucito.

Ossessionato: decine di uomini gli si affollano intorno,

si ergono giganteschi al suo lato e minuscoli ai suoi

lati. Entrano nelle sue orecchie, decisi, determinati,

entrano ... o escono?








  1. 23.Lo sguardo della macchina

ANDREA GRANCHI 35x50

litografia IX/X


Ancora un uomo, di spalle. Di fronte, due oggetti

luminosi. Una macchina di luce, uno sguardo. Il cielo

è un orizzonte: le nubi sono chiare ma il loro cielo è

oscuro e misterioso. L'uomo non ignora lo sguardo

della macchina, la guarda, la saluta, è unamacchina

familiare. La sua?





24. Passeggiando fra le teste

ANDREA GRANCHI 35x50

Litografia


Un uomo minuscolo, appartato osserva una

realtà mostruosa: facce, enormi, improvvise,

sbucano da ogni dove. Alcune sono spezzate,

altre gonfie, sagomate, serpeggianti,

accatastate. Ma vive. L'espressione di

ogni faccia è un'espressione di vita

ma anche di angoscia, di tristezza, di

insopportabilità della propria esistenza.

Due gentiluomini provengono da un altro

mondo, forse più ovvio, più normale.

Procedono sicuri, avanzano verso la

montagna di mostri. Forse vogliono mettere

ordine ....




Nasce a Firenze nel 1947. Nel 1966 vince il Premio per giovani artisti.

1969: diploma Accademia di Belle Arti. 1971, Premio Stibbert per la pittura.


Protagonista fra i primi del Cinema d’Artista italiano e curatore di rassegne internazionali.

Ha all’attivo molte esposizioni personali in Italia e all’estero e opere in vari edifici pubblici (a Saturnia, Firenze, Val d’Aosta).

Titolare della cattedra di pittura nelle Accademie di Carrara e Firenze, ha intrecciato produzioni d’arte contemporanea con seminari storico-artistici, eventi musicali e concerti in Cina (Phoenix Art Exhibition) a Fenghuang.


Nel 2017, Jennifer Malvezzi, scriveva su AImagazine:

Andrea Granchi è un artista con due anime. Da una parte l’accademico intento a studiare e ad appropriarsi della tecnica del disegno degli antichi e dall’altra il neoavanguardista, film-maker sperimentale e un po’ dissacrante intento a tagliuzzare negativi e pellicole. Due anime che sembrano inconciliabili, ma che invece riescono a fondersi con intelligenza e ironia… Il ruolo del disegno resta determinante, in particolare quello che lui chiama il disegno del movimento, l’immagine che da fissa ambisce a muoversi.”


Alcune cose ricorrenti nei lavori di Andrea sono la strada, il gigante, lo sguardo dall’alto, la vita comune di alcuni piccoli uomini che svolgono la loro attività quotidiana su un lembo di terra che mostra i suoi confini, la limitatezza, la provvisorietà, il tutto inserito in un universo sconfinato. Il paesaggio stesso a volte è semplicemente un aspetto del dorso di un mostro colossale sul quale una misera, piccolissima ombra umana fa il suo faticoso percorso vitale illudendosi di dominare quel mondo che lo ignora.


Le visioni di Andrea ci staccano dalla percezione della nostra realtà, ci mostrano “un’immobilità in movimento” che percorre una strada senza fine e senza destino. Ci mostrano la nostra piccolezza.




Nessuno è indifferente




























Inseguitore di Giganti
































Il Giramondo 1989




















Collodi in un Paese Dipinto



























Il Bianco e il Nero


















La Via della Seta - China National Academy of Painting, Pechino






























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