Fernando Montagner
multipli
36. serie Multipli, elaborati al digitale, 33x48, firmati e numerati
La serie dei MULTIPLI si organizza in cartelle, ciascuna delle quali contiene quattro immagini elaborate, riprese da varie fonti e di varie tiologie: ammiccanti,gessate, torsioni classiche di busti, gatti, sfondi, oggetti estranei, Ogni mmagine interagisce con le altre creando un universo comunicativo
35. Madonna del Latte. 50 x 60
rielaborazione affresco
Fernando ama l'arte, è un moderno,
gioca con l'astrattismo, con la
stilizzazione, con gli accenni, ma
dipinge e scolpisce anche l'intero, ed
è comunque attratto dall'antico, dagli
affreschi che non può rifare: ricrearli
adesso non avrebbe più il senso di
una tecnica che segue una volontà
espressiva e rappresentativa.
Avrebbe il senso di giocare al
passato, la tecnica non sarebbe più
uno strumento d'espressione ma
l'espressione essa stessa. Che fare
dunque' Come esprimere ciò che si
ama se non si può ripetere?
Tocchiamolo, prendiamolo,
stacchiamolo dal suo passato,
trattiamolo questa vecchia trecnica
con la tecnica più moderna:
buttiamolo dentro un computer ed
elaboriamolo
....
34 Polittico di San Giacomo
40 x 60, rielaborazione affresco
... Lo riprendiamo infine e lo
uniamo ancora una volta alla
sua storia, a qualcosa che gli è
affine, al gesso. Le vecchie
grandi icone tornano
all'antichità dopo aver
attraversato la nostra età.
Tornano San Francesco e
Santa Chiara, San Giacomo,
La Madonna del Latte.
33 San Francesco e Santa
Chiara. 40 x 60
rielaborazione affresco
San Francesco e Santa Chiara
Nasce nel 1949 a Negrisia di Ponte Piave. Vive per un breve periodo nel Venezuela con i genitori lì immigrati, infine la famiglia approda a Prato.
Ha una formazione musicale, ma ha sempre coltivato e praticato anche le arti visive: disegno, pittura, scultura.
La sua produzione è molto varia, Fernando sperimenta forme e temi vari, ma c’è un evento di quindici anni fa che ha colpito la sua sensibilità in modo particolare e ha influito su una parte della sua produzione in modo significativo: a Milano Marittima si imbatté in una vecchia libreria e fu colpito da un libro: Zoran Music, una vecchia edizione di poesie e racconti di Deportati a Dachau. Lo acquistò e lo lesse:
“La lettura di quesi testi, di quelle tragiche note di terribili drammi umani erano sconvolgenti, mi entravano come una lama nel corpo”.
Cominciò da allora a documentarsi e ad approfondire, a riflettere, a maturare una morale umana priva di sentimenti di vendetta e odio: in quei racconti trovava un augurio di pace per un mondo senza più guerre, una grande lezione da chi aveva subito violenze inimmaginabili:
“anch’io, come pittore, dovevo dare il mio contributo, ho lasciato da parte i miei paesaggi, i ritratti, i nudi e ho cominciato a disegnare e dipingere quei drammatici momenti, per molte notti, nel silenzio, ho cercato con la matita l’anima dei defunti per cogliere il loro ultimo attimo di vita, l’ultimo grido, l’ultima speranza.”
Nel 2008 Fernando presenta la sua prima esposizione sulla Shoah, “Polvere di Sole”, al Cassero Medievale. Ebbe un grande successo.
La maggior parte di quelle opere sono state donate a strutture museali, al Museo della Deportazione di Figline, all’ANED di Prato, a Ebensee in Austria e in altre città.
artigiano artista
ciclo de: La Memoria dell’Arte