Antonella Nannicini


Rinascita




  1. 26.Rinascita ANTONELLA NANNICINI

Lar. 29 pr. 29 h: 40 scultura in Gres ingobbiato

e smaltato




La grande dea genera e rigenera. Il ventre è

gravido di energia vitale: il serpente che si

sovrappone lo dice chiaramente in quanto

simboo di trasformazione e rinascita.






Architetto con vocazione per la scultura, pratese. Ha frequentato gli ambienti artistici cittadini: la scuola d’Arte Leonardo, i corsi di disegno dal nudo di Rinaldo Frank Burattin, il Laboratorio di Affresco di Vainella, corsi di Ceramica artistica di Salvatore Cipolla, di Bruno Ambone e di Roberto Ceccherini.


Alcune composizioni plastiche in ceramica di grandi dimensioni sono installate nella città di Prato. Ha diretto il laboratorio di Vainella e poi l’associazione Ancartarte promuovendo eventi, mostre e corsi per un’arte inclusiva.

Una caratteristiche di Antonella è la passione per la Donna, un personaggio che assume sempre ruoli diversi: femmina, madre, amante, figlia. I suoi non sono ritratti ma proprio l’immagine della donna come a noi giunge dalla memoria più profonda dell’umanità, simbolo di forza e continuità della vita. Si ricava un’idea di bellezza femminile antica che accompagna l’uomo fino dalla sua comparsa sulla terra (Roberto Maestro).

Plasmare la terra, dare forma alla materia, è come tornare nel grembo materno, nel grembo della Grande Dea, che ha generato il cosmo e continua a essere fonte di vita. Le donne dee sono personificazioni di forze più o meno oscure della natura, richiamano la mitologia antica e le civiltà matriarcali:


Eurinome, la dea che emerge dal Caos e crea tutto con la sua danza; Agrenon, con i suoi larghi fianchi vi accoglie tutte le creature; Elibelinde, ostenta le sue forme femminili e simboleggia il ciclo continuo della rigenerazione;

Demetra, dea delle stagioni e della fertilità della terra dove il nero non è la morte ma la fecondità, la caverna, l’utero della dea;

la Donna Vitruviana non è la misura perfetta come lo è l’uomo, ma l’energia che si sprigiona dal suo corpo sciamanico.

La Dea Madre, trasmessa nei secoli in Occidente dalle Madonne cristiane, eredi della Madre Iside col piccolo Horus, è il femminile sacro, la capacità di donare, il cerchio della vita.


Amabile e giocosa, affidabile e dolorosa. La semplificazione formale di Antonella è il ritrovamento delle forme archetipiche. L’arte di Antonella è, in qualche modo, un’esperienza religiosa, un legame con la propria terra.




natività














bagnanti







Francesca, Elisa e Giulia















pensiero









madri










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