n. 1 - skeda Metropolitana, 30 marzo 2025
n. 1 - skeda Metropolitana, 30 marzo 2025
Sportello “Orientamento Sanitario”
Alessandro Balzani
Premessa
Da decenni oramai il Servizio Sanitario Nazionale e i Servizi Sanitari Regionali subiscono tagli che han portato al problema delle liste d’attesa e a un sempre maggiore aumento della sanità privata ai quali si rivolgono i cittadini.
Il Collettivo “Coordinamento Pratese Diritto alla Salute – La Salute non è in Vendita”
Il Collettivo nasce circa 2 anni fa. Esso nasce dal bisogno di difendere il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e i Servizi Sanitari Regionali (SS.SS.RR.) affinché restino pubblici e lottare contro il continuo declino dello stesso servizio pubblico per arginare il dilagante fenomeno della sanità privata (in cui i cittadini devono pagare).
Composizione del Collettivo
Il collettivo, è composto adesso da 6-7 volontari, che prestano la loro opera a titolo completamente gratuito.
Le Liste d’Attesa
Uno dei problemi principali emergenti (come indicato in premessa) è il dilagante fenomeno delle liste di attesa, che spesso impediscono di accedere in tempi adeguati a esami diagnostici, visite specialistiche, cure fisioterapiche e altre prestazioni sanitarie, nonostante la presenza di prescrizioni mediche con specifiche priorità.
Infatti i vari Cup presenti fisicamente o on line propongono appuntamenti e visite fuori dall’ambito di garanzia o area distretto di residenza, corrispondenti alle vecchie aziende USL, (prima che le stesse venissero accorpate, infatti nel periodo 2010-2020 in Regione Toscana, furono ridotte da 12 a 3). Tutto ciò ha portato il cittadino a ulteriori situazioni di disagio: può capitare che un cittadino residente nell’area pratese, possa trovare visita a Carrara, Grosseto, Sansepolcro. Questo fenomeno costringe molte persone a rivolgersi alla sanità privata, sostenendo spese che dovrebbero essere evitate attraverso il servizio pubblico.
Si inizia a condividere e a fare rete
A livello regionale toscano e anche in altre realtà regionali italiane (ad esempio in Lombardia e in Veneto) la rete di centri come il nostro si sta sempre più ampliando, così come sta crescendo sempre di più la fascia di popolazione (intorno ai 5 milioni di italiani), che non può permettersi cure di tipo “privatistico” (sanità privata).
Visione e Missione del Coordinamento
Il Coordinamento si propone di difendere e rafforzare il SSN e il SSR toscano, ripristinando una forte prevalenza del pubblico nella sanità. Inoltre si batte affinché siano applicate le leggi che regolano il servizio sanitario pubblico, spesso disattese per vari motivi, tra cui la riforma del Titolo V della Costituzione del 2001. Tale modifica ha creato sistemi sanitari regionali disomogenei, allontanandosi dal principio di universalità sancito dalla legge 833/1978, che istituì il SSN, ma già prima, ad appena quattro anni dalla istituzione del SSN, fu promulgata la legge 502 del 1992, il famoso decreto “De Lorenzo”, ministro liberale (partito che fin dall’approvazione del SSN aveva sempre osteggiato l’istituzione dello stesso servizio), che introdusse il principio dell’aziendalizzazione delle USL. La conseguenza è stata che a seconda della conduzione politica delle singole regioni, di fatto si sono create differenziazioni di non poco conto. Un fenomeno comune è stato l’aumento della spesa sanitaria privata e il fenomeno delle liste di attesa.
Sportello Liste di Attesa . La Salute non è in Vendita
Dopo una serie di riunioni, confronti e riflessioni fra i componenti del collettivo, dopo un ampio studio delle leggi che regolano e disciplinano il SSN e i SS.RR.RR. e diversi confronti con altre realtà regionali toscane e nazionali che si stavano (e si stanno organizzando tutt’ora) e cercano di fare rete, da aprile 2024, il collettivo ha deciso di passare all’azione concreta. Da aprile 2024 è attivo il primo sportello “Liste di attesa”, ospitato presso il circolo MCL di Cafaggio (Prato).
Per far conoscere il servizio, sono stati distribuiti volantini presso farmacie, ambulatori e circoli, oltre a campagne informative attraverso i media locali (TV, giornali, radio). Questo ha portato a un crescente afflusso di cittadini. La maggior parte dei cittadini, hanno in comune il problema del non rispetto dei tempi o priorità indicati nella richiesta, oppure vengono dati agli stessi appuntamenti fuori dall’ambito di garanzia o area distretto pratese, con distanze che vanno spesso a decine di km di distanza, come ad esempio indicazioni e possibilità di appuntamenti (sempre senza rispetto di priorità) a Massa e Carrara, Grosseto, il Casentino, Arezzo o Sansepolcro, Siena o la zona Senese,… l’area fiorentina del Chianti, che il più delle volte portano i cittadini a rinunciare a usufruire delle prestazioni del servizio sanitario pubblico regionale costringendoli a ricorrere alla sanità privata, con costi elevati.
Servizio Sanitario Nazionale e l’Organizzazione di “Rete” fra Istituti Medici Privati
Gli istituti medici privati, pratesi e non solo, nel fare rete, approfittando della continua rarefazione dell’offerta di prestazioni dispensate dal SSR Toscano, hanno organizzato il cosiddetto Cup (Centro Unico Prenotazioni), che loro chiamano “solidale” (naturalmente per chi può permettersi di pagare) , in cui è possibile prenotare varie prestazioni in tempi brevi.
Le Aziende USL Pubbliche e l’Attività Libero Professionale o Intramoenia
Anche le Aziende USL che operano nel settore pubblico, hanno costituito al loro interno un canale privato detto “intramoenia” o “attività libero-professionale” dove i cittadini possono rivolgersi e trovare anche in questo canale visite con vari specialisti in tempi brevi a pagamento.
Operatività dello Sportello
In questi mesi di attività, abbiamo notato che l’utenza quando si rivolge a noi, segnalando un disservizio (o reclamo) ha molta titubanza e anche “paura”a permettere al nostro sportello di poter istruire l’iter. A volte l’utenza è scoraggiata e spinta a rivolgersi alla sanità privata, come fosse oramai una prassi consolidata (dipende anche dal quesito diagnostico delle richieste, naturalmente). In altri casi, pur essendoci rassegnazione, l’utenza è più disponibile a presentare reclamo. Gli operatori specificano bene che non siamo un centro prenotazione e indicano a cosa potrà portare il reclamo (o segnalazione di disservizio). Una volta chiariti gli ambiti nei quali, ci muoviamo come sportello, abbiamo notato che sta crescendo la voglia, nella maggioranza dell’utenza che a noi si rivolge, di andare avanti nel reclamo, anche quando magari l’utente si è rivolto alla sanità privata.
Alcuni Esempi Anonimi
Caso 1: ad una signora con necessità di fare una terapia fisioterapica a Prato, la consultazione del sistema cup on line della regione, ha dato l’esito sperato: ovvero quello di trovare un posto a Prato, quasi al termine del periodo di validità della richiesta. Infatti, dopo vari tentativi ha trovato posto a Prato, dopo aver fornito più volte disponibilità ad Arezzo, nel Casentino, Massa e Carrara, Grosseto, quindi il sistema ha trovato la possibilità di fare una serie di attività fisioterapiche nell’ambito di garanzia a Prato, fortunatamente poco prima della scadenza della ricetta denominata “de-materializzata!”. Naturalmente molto al di là del codice prioritario previsto dalla richiesta (il codice di priorità era a 60 giorni, quindi di tipo D).
Caso 2: il caso di una sospetta diagnosi tumorale del pancreas (uno dei tumori più pericolosi che ci sono e a basso indice di sopravvivenza). L’intestatario della richiesta, ci ha informato che è andato a pagamento, ma che continuava a fare ricorso per il problema della lista di attesa e il mancato rispetto del codice prioritario (codice prioritario B). Vi lascio immaginare l’impotenza che si prova e la conseguente fase depressiva se non si possono fare accertamenti e lo stress emotivo che arriva in questi casi di incertezza della diagnosi.
caso 3: Il caso di un signore di 83 anni, e quindi persona considerata fragile, che per fare una flussometria (un esame semplice), al quale era stato dato inizialmente un appuntamento a Bagno a Ripoli (Ospedale Nuovo San Giovanni di Dio). Dopo il reclamo si è visto proporre un appuntamento a Empoli, sempre fuori dall’ambito di garanzia (in questo caso l’ex az. USL di Prato). Alla fine questo signore si è rivolto anch’esso alla sanità privata, trovando in tempi brevi l’appuntamento pagandoselo.
Validità della ricetta pagandosela:
Ulteriore difficoltà per il cittadino è la decisione assunta dalla regione Toscana di ridurre la validità della ricetta o impegnativa (siano esse dematerializzate o rosa) da un anno a sei mesi a partire dal luglio 2024 vista anche la difficoltà di trovare una prestazione a carico del SSR, che deve essere erogata entro il periodo di validità della richiesta stessa.
Come avviene la presentazione del reclamo/segnalazione di disservizio:
La persona si presenta allo sportello durante la raccolta dei dati anagrafici, consultiamo il cup on line sia per cercare un esame, indagine diagnostica, sia per verificare che una prenotazione sia quella effettivamente prenotata. Si fanno foto della ricerca (nel caso in cui non ci siano disponibilità oppure se il sistema propone possibilità di appuntamenti nelle varie aree della Az. Usl Centro o delle altre Usl della Toscana). poi istruiamo il “ricorso”, si riempie il modulo corrispondente, poi lo inviamo tramite pec all’urp dell’Azienda Unità Sanitaria, al difensore civico della Toscana, corredato della delega a rappresentare la persona che a noi si rivolge, il consenso al trattamento dei dati, ecc. e aspettiamo che la Usl e/o il difensore civico toscano rispondano sia al cittadino che allo sportello. Altre volte inviamo il sollecito se non abbiamo ricevuto nessuna risposta.
L’esito dei ricorsi e la risposta delle Autorità Sanitarie Regionali:
All’inizio della nostra attività il Difensore civico scriveva alla USL sollecitando la risoluzione del reclamo, e successivamente, è subentrata una reazione burocratica. Non sempre i reclami hanno esito, mentre altri esitano con appuntamenti per visite e/o prestazioni, sempre al di là del rispetto dei tempi di priorità indicati dalla ricetta, sempre oltre l’ambito di garanzia e/o distretto.
Sportello di Orientamento Centro Civico “Michele Ventrone”
Lo sportello di orientamento sanitario che si aprirà al Centro Civico Ventrone, continuerà a portare avanti l’attività secondo quanto già descritto precedentemente, dove manterremo l’operatività descritta. Si propone di aprire lo sportello dalle ore 9,30 alle 11,00 in via sperimentale il primo ed il terzo sabato del mese.
La proliferazione delle Case della Salute e delle Modalità di prenotazione in Regiuone Toscana
La creazione e l’ulteriore proliferazione dei centri di prenotazione informatica di fatto crea un effetto paradossale o contraddittorio, infatti si allarga la modalità di poter prenotare un appuntamento sia fisicamente sia on line (di cui viene fatta ampia informazione pubblicizzandola come grande innovazione), l’offerta di prestazioni erogate dal servizio pubblico non aumenta, se non addirittura diminuisce. A titolo informativo infatti oggi, oltre ai CUP dell’Azienda Usl, delle farmacie, e le altre strutture USL, quali le Case e delle Botteghe della salute (in cui i cittadini hanno la possibilità di prenotare fisicamente con un operatore addetto), esiste la possibilità per l’utente di prenotare online con il CUP Regione Toscana, l’app Toscana Salute e fisicamente ai i Totem SI nelle sedi USL.
Conclusioni:
La valutazione dei casi, sia pure su piccoli numeri, dimostra e conferma come (sia per passata esperienza lavorativa nel settore della sanità, sia per i casi descritti), la problematica delle liste d’attesa (per ora non possiamo fornire dati statistici più ampi) sia un problema ben noto alle autorità sanitarie e politiche italiane e regionali, le quali, annunciano di volerlo risolvere benché, in realtà agiscano, in senso opposto non finanziando né servizi né favorendo l’assunzione di vari professionisti, medici e infermieri per poter ampliare l’offerta in risposta alla grande domanda di salute che viene dalla popolazione (in cui le persone anziane saranno sempre più presenti).
l’incarico della stesura dell’articolo è stato dato dal Collettivo “Coordinamento pratese diritto alla salute – La salute non è in vendita.”