In effetti in tutta la lettera non è possibile reperire
una vera caratterizzazione del personaggio Blondet,
un’affermazione del suo “io”. Il proprio prestigio
viene rappresentato in modo indiretto, valorizzando
e poeticizzando ol personaggio “posseduto”, la
contessa di Montcornet37:
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37
ivi, p. 69.
“Au sommet du perron, comme la reine des fleurs, vois enfin
une femme en blanc et en cheveux, sous une ombrelle doublée
de soie blanche, mais plus blanches que la soie, plus blanche
que les lys qui sont à ses pieds, plus blanche que les jasmins
étoilés qui se fourrent effrontément dans les balustrades, une
Française née en Russie...”
“In cima alla scalinata, come la regina dei fiori, vedo
finalmente una donna vestita di bianco e con i capelli, sotto un
parasole foderato di seta bianca, ma più bianca della seta, più
bianca dei gigli che sono ai suoi piedi, più bianca del gelsomini
stellati che sfacciatamente si infilano nelle balaustre, una
francese nata in Russia...”
E ancora38:
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38
ivi, p. 72.
“Aujourd’hui, ces richesses accumulées appartiennent à une
petite femme artiste, qui non contente de les avoir
magnifiquement restaurées, les entretien avec amour.”