Ho messo in rilievo ‘oggetto materiale’ perché ho
intenzione di ritornare più esaurientemente
sull’argomento. Ma intanto è già possibile notare che
questa analogia non ci soddisfa e non ci soddisfa
perché, in certo modo, avvertiamo che i due atti di
produzione sono di natura diversa. Tuttavia – ed è
questo a mio parere il nodo gordiano che bisogna
sciogliere se si vuol risolvere il problema dell’arte e
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definirla – se è vero che esiste una differenza
sostanziale tra l’atto della produzione materiale e
l’atto della produzione artistica, è forse lecito
assimilare immediatamente quest’ultima alla
produzione speculativa in genere, o esiste invece
una differenza? E se una differenza esiste, è forse
tale da giustificare una totale scissione tra i due
aspetti tanto che possa risultare “del tutto
secondario” il fatto che “l’immagine che l’opera ci dà
del mondo”, “s’accordi con le opinioni dell’autore”?
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Alcuni autori d’ispirazione marxista (C. Salinari p. es.) vedono come
pericoloso il cercare una deꢀinizione dell’arte. La cosa rischierebbe di far
cadere nelle categorie universali. Io non sono di questo parere.
Dalla risoluzione di questo problema inoltre dipende
una questione fondamentale a qualsiasi ricerca
metodologica, e cioè cosa è lecito ricercare in
un’opera d’arte?
La finalità di una casa è quella di dare all’uomo un
riparo e un isolamento in cui possa vivere, in modo
relativamente tranquillo, la propria individualità;