parla sempre in funzione di un osservatore: spiega  
le situazioni, lega le varie vicende, svela pensieri  
nascosti, suggerisce al lettore la chiave per  
interpretare i fatti. Anche la struttura del romanzo, il  
suo procedere, le cose da spiegare, sono tutte in  
funzione di un certo interlocutore. Anche il tipo di  
interlocutore diventa dunque un altro personaggio  
“fuori scena, ma ricostruibile “complementareamente”  
su quello del personaggio-autore; essi si condizionano  
a vicenda.  
Facciamo un esempio. Nel proprio inserimento  
sociale Balzac si fa una propria immagine del mondo  
e delle diversità degli uomini, delle loro aspirazioni,  
delle loro richieste, si fa una certa immagine del  
pubblico. Dover scrivere per campare “e” per  
“riuscire, aliena lo scrittore. Lo costringe a scrivere  
non per il pubblico al quale vorrebbe rivolgersi e  
imporsi con la sua opera, ma per un pubblico, in  
certo modo, anonimo e che solo indirettamente gli  
promette una scalata sociale e non tramite  
un’affermazione di sé nel proprio lavoro. Di fronte a  
una certa immagine di pubblico interlocutore si ha  
un certo tipo di personaggio- autore. Da qui per  
esempio la produzione giovanile, “industrializzata,  
alienata al massimo.  
Col cadere di molte illusioni, con la verifica della  
realtà di molte esperienze, dopo aver tirato vari  
bilanci della propria vita, quando la società ha  
imposto a Balzac certe barriere che gli si sono  
introiettate nel cervello, quando, infine, il peso del  
proprio passato è diventato definitivamente destino,  
molte velleità giovanili cadono, la sfera dei propri