privilèges ainsi surpris, établis par la ruse, en fraude de l’esprit
qu’on veut faire public, qui reprennent l’oeuvre du despotisme
en sous- oeuvre et un cran plus bas qu’autrefois? N’aurait-on
renversé de nobles tyrans dévoués à leur pays, que pour créer,
d’égoïstes tyranniques? Le pouvoir sera-t-il dans les caves au
lieu de régner à sa place naturelle? On doit y songer, car
l’esprit de localité, tel qu’il vient d’être dessiné, gagnera la
Chambre.”
“Il sistema, ribaltato più imprudentemente di quanto si creda, il
sistema monarchico e il sistema imperiale hanno rimediato a
questo abuso, con esistenze consacrate, con classificazioni, con
contrappesi che sono stati così stoltamente definiti privilegi.
Non ci sono privilegi quando a tutti è permesso di arrampicarsi
sul palo di cuccagna del potere. Del resto, non sarebbe stato
meglio avere privilegi dichiarati, conosciuti che privilegi così
imprevisti, stabiliti con l'inganno, in frode allo spirito che si
vuol rendere pubblico, che riprendono l'opera del dispotismo
alla base? Avremmo rovesciato nobili tiranni devoti al loro
paese, solo per creare tiranni egoisti? Il potere sarà nelle
cantine invece di regnare nella sua sede naturale? Bisogna
pensarci, perché lo spirito di località, così come è stato appena
delineato, vincerà la Camera»
Aver abbattuto il padre per farsi dominare dai
fratelli, fa senz’altro rimpiangere la legittima
dominazione decaduta che, fra l’altro, continua a
esercitare il suo fascino: la figura del nobile
decaduto è indubbiamente più attraente del
“parvenu”. L’aristocrazia ha inoltre ancora molte
ricchezze e, infine, ha ancora molte donne. La
concezione politica di Balzac è ancora capace di
esprimere una “linea” sul filo della speranza e del