misure, caché sous le dehors d’une vie bruyante et débauchée,  
et qu’il hésitait à prendre un parti désespéré en voyant que ses  
travaux, son esprit, son savoir, sa science des affaires, ne  
l’avait amené à rien qu’à écrivailler au profit des autres, en  
voyant toutes les places prises, en se sentant arrivé au bord de  
l’âge mûr, sans considération, en apercevant des sots et des  
niais bourgeois remplacer les gens de cour et les incapables de  
la Restauration et le gouvernement se reconstituer comme  
l’était avant 1830 …”  
“...uno degli scrittori e giornalisti politici più straordinari del  
nostro tempo, (...) arrivato all'ultimo grado di misura, nascosto  
sotto l’apparenza di una vita rumorosa e dissoluta, e che  
esitava a fare una scelta disperata nel vedere che le sue  
fatiche, il suo spirito, il suo sapere, la sua conoscenza degli  
affari, non lo avevano portato a nient'altro che a scrivere a  
beneficio degli altri, vedendo tutti i posti occupati, sentendo di  
essere arrivato vicino all’età matura, senza considerazione,  
vedendo stupidi e sciocchi borghesi sostituire i cortigiani e  
remplacer les gens de gli incapaci della cour et les incapables  
Restaurazione e il de la Restauration et governo ricostituirsi le  
gouvernement se com'erano prima del reconstituer comme il  
1830...”  
A parte quel po’ d’ingenuità e d’esagerazione  
permesse dalla finzione artistica, c’è qui, descritto in  
modo estremamente chiaro e in modo  
estremamente lucido, tutto il problema di Balzac.  
Nella sua biografia due fatti balzano agli occhi: il suo  
indaffararsi e impelagarsi nei meccanismo borghesi,  
e la sua fede legittimista e monarchica. Il primo  
fatto si spiega facilmente15:  
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15  
A. Wumser, “La Comédie inhumaine” . Gallimard, 1964, p. 61.