Ciò ovviamente coinvolge la sua biografia e il suo
secolo.
Da un primo approccio dell’opera abbiamo tratto
alcune indicazioni sul suo autore. Prima di
confrontarle con alcuni elementi biografici che
possediamo, vorrei soffermarmi sul concetto di
“unità”, già usato. Con essa intendo la sintesi di sé
stesso come “uomo”, e la sintesi di sé stesso come
“individuo”.
Corrispondentemente alla soddisfazione dei nostri
bisogni, noi siamo capaci di provare sensazioni di
piacere e sensazioni di dolore e la natura di queste
sensazioni dipende dal rapporto che instauriamo col
mondo esterno. In una realtà data esiste sempre un
margine di mobilità nei rapporti che, con essa,
possiamo instaurare. Questo margine rappresenta
l’universo possibile della volontà umana, dell’umana
soggettività. Questo margine rappresenta le
possibilità reali dell’azione, ma la conoscenza di esso
non è, ovviamente, innata. L’aspirazione all’assoluto
porta ad un faticoso e continuo restringersi del
margine soggettivo, il processo naturalmente
procede a sobbalzi, fatti di speranze e rinunce, a
seconda di come vengano vissuti determinati
avvenimenti.12
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12
Questo fatto è già stato vissuto e notato da Balzac stesso. Proprio nel
romanzo che analizziamo, a proposito di Sibilet, troviamo scritto: