“Balzac parte dalle cose viste, conosciute, nei dettagli,
spesso; perché si ferma anche lui quando Balzac «non sa
più»; “Les Paysans” non fu mai finito, perché Balzac non
aveva la conoscenza del mondo rurale che aveva del
commercio o del giornalismo.”
Nella nostra introduzione abbiamo definito la
conoscenza estetica come conoscenza soggettiva,
cioè conoscenza dell’uomo, di contro alla conoscenza
logica che è conoscenza oggettiva, cioè conoscenza
della natura esterna nelle sue leggi. Inoltre abbiamo
detto che la conoscenza estetica può essere
perseguita sia studiando le cose esterne nel valore
che hanno rispetto all’uomo, sia studiando
l’emotività dell’uomo nei confronti delle cose
esterne.
Se si è infilati in una casa squallida si può dire:
“questa casa scoppia di malinconia”, oppure “io
scoppio di malinconia”. In entrambi i casi è
presupposto il rapporto tra un uomo e la casa, e
questo rapporto produce un certo effetto umano che
è la malinconia. Ma nel primo caso l’effetto umano
viene legato alla causa che lo produce, nel secondo
al soggetto che lo patisce. In un certo senso
possiamo dire che il primo caso è più completo.
Infatti indicando una cosa per esprimere una
sensazione umana sottintendiamo immediatamente
la totalità del rapporto essendo l’uomo
inevitabilmente presupposto; nel secondo caso
accentrando l’attenzione esclusivamente sull’effetto,
presupponiamo sì il soggetto, uomo, ma viene a
scomparire irrimediabilmente il secondo termine del