In tal modo Balzac insiste nell’evidenziare il suo
espediente allontanando dalla sua prosa “oggettiva”,
quella tutta soggettiva della lettera. Non solo, lo
stesso personaggio Blondet viene allontanato dalle
simpatie del romanziere. Eppure, malgrado questa
insistenza sull’espediente, la lettera non rientra tutta
dentro questi limiti. È Balzac che non è così lontano
dalla lettera come vorrebbe far credere. Malgrado
l’antipatia che ha dichiarato, nel passo riportato, per
il personaggio Blondet, questi ha molti punti in
comune con lui. L’inizio stesso della lettera del
giornalista è una dichiarazione contro la fantasia a
favore del vero6:
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ivi, p. 65.
“Toi, qui procures de délicieux rêves au public avec tes fantaisies,
mon cher Nathan, je vais te faire rêver avec du vrai.”
“A te che fornisci al pubblico sogni deliziosi con le tue fantasie, mio
caro Nathan, ti farò sognare con della realtà.”
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E la frase che segue :
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7
8
ivi, p. 65. ivi, p. 78.
“Tu me diras si jamais le siècles actuel pourra léguer de pareils
songes aux Nathan et aux Blondet de l’an 1923!”
“Mi dirai se mai il secolo attuale potrà lasciare in eredità tali
sogni ai Nathan e ai Blondet dell'anno 1923!”