dire che il discorso sia logico e univoco, perché  
univoca è la capacità convenzionale che sta in  
rapporto con l’idea. Se invece con l’ “idea” esterna  
contenuta nella parola, l’uso di quest’ultima si pone  
nella sua capacità organica, propria dell’individuo  
(cioè soggettiva), si può dire che il discorso sia  
poetico e polisenso, perché variante col variare della  
soggettività del parlante nel rapporto com  
l’ “esternità” rappresentata dall’ “idea” della parola.  
“Il contesto poetico è contesto organico di valori  
semantici connotativi e polisensi (più termini per il  
medesimo genere o concetto; pensiero poetico o  
tipicità caratteristica polisensa), mentre il contesto  
scientifico è contesto disorganico, di valori semantici  
denotativi, o meglio, univoci (il medesimo termine  
per il medesimo genere di cose o concetti; pensiero  
scientifico o tipicità caratteristica univoca);  
entrambi, nella diversità funzio-nale delle rispettive  
tecniche semantiche, trascendono dialetti- camente i  
valori equivoci del discorso volgare letterale mate-  
riale, il medesimo termine per diversi generi di cose  
o diversi concetti: onnitestualità semantica.39  
____  
39  
“Marxismo ed estetica in Italia”, op. cit. p. 69 72  
La parola “lupo” assume valore diverso a seconda di  
come venga usata in rapporto all’idea esterna che vi  
è compresa. La parola assume, ovviamente, la sua  
fisionomia entrando in un contesto significativo.