“Nel confronto di un brano poetico petrarchesco con  
un passo filosofico bruniano, ‘quel tanto di pensiero  
e verità ch’è espresso nel primo testo ci risulta già  
indissociabile da esso testo ossia in esso  
interamente consegnato e ‘imprigionato’ (...), e però  
il testo poetico ‘è tanto semanticamente  
autonomo da non presupporre nel suo valore  
espressivo che se stesso’ (contestualità organica  
= autonomia semantica) laddove il pensiero-verità  
ch’è nel testo bruniano presuppone, per  
esprimervisi, ‘tanti e tanti altri testi-contesti (di  
prima e di dopo), cioè tutta, a dir così, una catena  
semantica di cui esso  
‘partecipa’  
(onnicontestualità o  
contestualità disorganica = eteronomia  
semantica).”35  
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35  
Rocco Musolino, “Marxismo ed Estetica in Italia”, Editori Riuniti,  
1970, pp. 68-69.  
Quest’ultimo aspetto della questione dà ragione dei  
diversi livelli di lettura di un’opera (che sono un dato  
di fatto) e della diversa integrazione che ciascun  
lettore fa dei valori dell’opera nel suo universo.  
Inoltre quest’impostazione permette di ricollegare la  
funzionalità dell’arte al suo uso politico e militante  
proprio perché spiega i diversi livelli di lettura e la  
diversa ‘colorazione’ della lettura, proprio in base al  
diverso angolo visuale della lettura, cioè proprio in  
base al diverso inserimento sociale, e quindi in base  
ai diversi e materiali bisogni sociali dei lettori e dei