bocca, ma il modo può essere duplice; e sono
ascoltati dallo stesso orecchio, ma in due modi di
versi. Il fatto che non sia più la situazione soltanto a
far distinguere all’individuo se un dato suono
rappresenti uno stimolo di minaccia o un richiamo
d’amore, ma anche l’idea in esso contenuta, non
cambia il diverso modo di percepire: o l’idea
racchiusa nella parola riesce ad incasellarsi in un
sistema di associazioni a livello di secondo sistema
di segnalazione (concezione del mondo), oppure, se
questo non è ancora costituito in modo tale da
accoglierla, discende nel primo (visione del mondo).
Il bambino impara prima il ‘valore’ delle parole e poi
il loro ‘uso’. Quando ad un’assemblea una persona
parla in modo difficile, lo studente che è all’altezza di
seguire tutto il senso delle parole e di incastonarlo
nel suo secondo sistema di segnalazione, dà dei
giudizi di merito; lo studente che, al contrario, non
riesce a cogliere tutti i nessi e le associazioni a
livello di secondo sistema, lo incorpora nel primo e
dice: “è un intellettuale astruso!”, dà cioè un giudizio
di valore che rappresenta la sua difesa e il suo
orientamento nella selva degli intellettuali, almeno
fino a quando non abbia compiuto l’elaborazione
necessaria per passare al secondo sistema.
Quello che è indispensabile notare a questo punto,
che è ovvio, ma che va ribadito, è lo stretto legame
esistente fra i due sistemi di segnalazione che
rappresentano la seconda istanza e la loro
funzionalità alla prima istanza, la funzionalità cioè
della conoscenza alla soddisfazione dei bisogni vitali
dell’organismo umano.