soggettività umana. Al contrario, proprio perché la  
natura ‘data, per l’uomo, non è una cosa ‘fissa, ma  
un divenire, è proprio il senso irrazionale che  
registra la soddisfazione o l’insoddisfazione e,  
quindi, la spinta all’azione, avvalendosi, ‘poi, per  
questa, della conoscenza razionale, come strumento.  
Se si volesse usare il linguaggio degli strutturalisti si  
potrebbe dire che il ‘senso razionale’ ha in sé  
l’elemento diacronico, quello ‘irrazionale’ l’elemento  
sincronico; ed è chiaro che i due elementi non sono  
scissi ma coesistono e interagiscono dialetticamente.  
Se si volesse specificare ancora, si potrebbe dire che  
l’elemento diacronico rappresenta la specificità  
umana ed è quindi strettamente connesso col  
secondo sistema di segnalazione, cioè col  
linguaggio; quello sincronico rappresenta il senso di  
adattabilità che abbiamo in comune con gli animali  
adeguato ovviamente all’ambiente determinato in  
cui viviamo e corrispondente al primo sistema di  
segnalazione.  
A questo punto possiamo ricollegarci utilmente a  
Sartre e più precisamente alla sua distinzione fra le  
‘parole del prosatore’ e le ‘parole del poeta, dove le  
prime sono strumenti, mentre le seconde sono cose;  
le prime rappresentano il secondo sistema di  
segnalazione, il senso razionale e le seconde il primo  
sistema di segnalazione, il senso irrazionale,  
adattativo dell’uomo. Il fatto che in entrambi i casi si  
tratti di ‘parole’ non deve trarre in inganno: anche  
gli animali hanno orecchie ed emettono suoni. I  
suoni emessi dagli uomini, sono emessi da una sola