confrontare, con il mio udito, il suono dell’altro e il
mio.
Il mistero del linguaggio è un mistero che si forma
già tutto nella testa del singolo individuo.
È chiaro che la parola – non solo quella ascoltata,
ma anche quella ricostruita nella propria testa –
rappresenta uno stimolo (auto-stimolo)
estremamente concreto; rappresenta sì la
mediazione dello stimolo della cosa, ma, in quanto
neppure lo stimolo della cosa è la cosa stessa bensì
la sensazione che io ho di essa a certi livelli, il
concetto attraverso la parola, cioè la parola come
stimolo, rappresenta allo stesso grado e con la
stessa realtà, la cosa medesima in me. La parola è
dunque la cosa per me. L’animale non può
rappresentare nella propria testa, impresse nella
propria memoria, immagini della stessa natura degli
stimoli percepiti dalla realtà e le associazioni che già
la realtà gli ha imposto fra stimoli diversi. L’uomo, al
contrario, già nella sua testa opera la forma dello
scambio, e già in sé è capace di effettuare
associazioni, collegando stimoli di natura sonora a
tutti gli altri stimoli, di qualsiasi natura. La parola è il
denaro della mente31.
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31
“La forma generale d’equivalente è una forma del valore in
genere. Quindi può spettare ad ogni merce. D’altra parte una merce
si trova in forma generale di equivalentre solo perché e in quanto
viene esclusa da tutte le altre merci, come equivalente. E
solo dal momento nel quale questa esclusione si limita
definitivamente a un genere specifico di merci, la forma unitaria
relativa di valore del mondo delle merci ha raggiunto consistenza
oggettiva e validità generalmente sociale.