È chiaro che anche per quanto riguarda il lavoro
intellettuale il suo genere specifico, il suo valore
d’uso, non entra per niente nel suo valore di
scambio:
“Come valori d’uso le merci sono soprattutto di
qualità differente, come valori di scambio possono
essere soltanto di quantità differente, cioè non
contengono nemmeno un atomo di valore d’uso.”25
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25
Ivi, pp. 69-70
“Un valore d’uso o bene ha valore soltanto perché
in esso viene oggettivato, o materializzato,
lavoro astrattamente umano.”26
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26
Ivi, p. 70
Così, siccome il valore d’uso di un bene intellettuale
è il lavoro (intellettuale) umano, e il valore di
scambio di qualsiasi bene è il lavoro umano, si
sarebbe portati a concludere che nel bene
intellettuale, valore di scambio e valore d’uso
coincidano. Al contrario, resta ben distinto dal fatto
che il lavoro considerato nel valore di scambio resta
astratto, quello considerato nel valore d’uso è tale in
tutte le sue particolarità.