politicamente, cioè in base al loro inserimento
sociale).
VI – valore d’uso e valore di scambio
Con la divisione del lavoro nasce la necessità dello
scambio. Produzione materiale, produzione
intellettuale, vi sono, entrambe, sottoposte. A
proposito dei beni materiali, Marx dice:
“Se il valore di un abito è il doppio del valore di dieci
braccia di tela, venti braccia di tela hanno la stessa
grandezza di valore di un abito. Come valori, abito
e tela sono cose di sostanza identica, espressioni
oggettive di lavoro dello stesso genere. Ma
sartoria e tessitura sono lavori qualitativamente
differenti. Ci sono tuttavia situazioni della società
nelle quali lo stesso uomo tesse e alternativamente
taglia e cuce, e quindi questi due differenti generi di
lavoro sono soltanto modificazioni del lavoro
dello stesso individuo e non sono ancora funzioni
particolari, fisse, di individui differenti (...). Se si fa
astrazione dalla determinatezza dell’attività
produttiva e quindi dal carattere utile del lavoro,
rimane in questo il fatto che è un dispendio di
forza-lavoro umana. Sartoria e tessitura, benché
siano attività produttive, qualitativamente differenti,
sono entrambe dispendio di cervello, muscoli, nervi,
mani, ecc. umani: e in questo senso sono entrambe
lavoro umano.”23