obbedire? Perché se non obbedisce è fregato senza
alcuna speranza.
Ma i contadini non hanno i limiti imposti al poliziotto,
né hanno i suoi vantaggi assicurati, né sono, come
lui, legati così saldamente al padrone. E allora
perché dovrebbero obbedire come il soldato? Il
discorso di Fourchon resta intatto. Le ragioni di
Michaud sono le sacrosante ragioni del poliziotto,
giustificate quanto si vuole, ma che nessun
aggiustamento razionale potrà conciliare con quelle
del contadino, se non nell’alto cielo della metafisica.
A questa altezza ci si è parzialmente avvicinato il
vecchio repubblicano Nieseron, una creatura
“morale”, una di quelle figure che ancora si possono
scovare fra qualche anziano militante del Pci, di
un’onestà “interclassista”, che ha venduto i propri
interessi per il piatto di lenticchie del “rispetto”
universale.
È comunque interessante notare che mai questo
personaggio ha subito un processo di
“incorporazione”, mai Balzac ci si è immedesimato,
la sua figura resta esterna e, in molti casi, ridicola.
Questo romanzo ruota su tre assi: grandi proprietari,
contadini e borghesi 65.
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per l’articolazione politica di questi rapporti, operata dal
personaggio’autore, e per la sua confutazione, rimando al
saggio citato di G. Lukàcs su “Les Paysans”.