- Ou pour celui des gens qui vous paient, répliqua Michaud en
lui lançant un regard profond.”
“L'odore forte e selvaggio delle abitudini della strada principale
dei due frequentatori della strada principale appestava così
tanto la sala da pranzo, che la signora de Montcornet, i cui
sensi delicati ne erano offesi, sarebbe stata costretta ad uscire,
se Mouche e Fourchon fossero rimasti più a lungo. Fu a questo
inconveniente che il vecchio dovette i suoi venticinque franchi:
uscì, guardando sempre Michaud con aria timorosa, e
salutandolo interminabilmente. «Quello che ho detto al mio
signore, Monsieur Michaud», aggiunse, «è per il vostro bene.
- O per quelli che la pagano, rispose Michaud, lanciandogli uno
sguardo profondo.
Il “colpo” che ci dà la “signorilità” della contessa
possiamo sopportarlo tranquillamente. Dopo i
discorsi di Fourchon, il suo “odore” non intacca
minimamente la consistenza della sua figura, ne è
anzi, una componente necessaria, una ragione di più
da buttare sul piatto della bilancia dell’odio. La
nobiltà della contessa, la delicatezza dei suoi sensi,
non sono un dono innato, ma uno sviluppo permesso
dalle sue condizioni sociali. La personalità di
Fourchon resta intatta, ciascuno di noi può giudicarlo
dal suo particolare punto di inserimento sociale, ma
solo a condizione di giudicarlo come nemico, il
nostro giudizio sulla sua sporcizia può essere
negativo. E allora il giudizio sull’ “odore” diventa un
giudizio politico che non ha più niente a che vedere