“Queste chiacchiere da lacchè consentirono a Blondet di
indugiare su alcune riflessioni circa la profonda astuzia dei
contadini, ricordando tutto ciò che ne aveva sentito dire da suo
padre, giudice di Alençon. Poi tutti gli scherzi nascosti sotto la
maliziosa rotondità di padre Fourchon tornando alla sua
memoria, illuminato dalle confidenze di Charles, ammise di
essere stato deriso dal vecchio mendicante borgognone.”
Balzac va con i piedi di piombo. La stessa caccia alla
lontra non ha alcun carattere di essenzialità
“realista” all’interno del romanzo. La sua funzione è
duplice: da una parte creare quest’altra figura-
scudo, Fourchon, per avanzare nel mondo dei
contadini; dall’altra quella di creare un pretesto per
mettere “les ennemies en présence”: contadini –
grandi proprietari.
In effetti Fourchon può dar voce alle ragioni dei
contadini. Questo ex-fattore che “sa bene ciò che
pensava dei poveri”, questo ex-maestro di scuola,
può parlare e aver coscienza politica. Nelle pagine
che seguono è rilevabile un carattere in cui
l’equilibrio io-uomo è saldamente sintetizzato nella
coscienza di classe in cui il binomio emotività/
razionalità è integrato perfettamente, in cui la
razionalità non maschera l’assenza di carattere, ma
ne è il complemento:56
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56
“Les Paysans” op. cit. pp. 129-134.