conseguentemente e non contraddittoriamente –
amarezza e disprezzo per la decadenza e
degenerazione presente della classe che quell’ideale
dovrebbe rappresentare; quindi, per contrasto, e per
intolleranza di ogni soluzione politica di tipo medio o
di compromesso – quale Balzac vedeva per esempio
nel governo di Luigi Filippo – ammirazione non
dissimulata – di tipo moralistico, diciamo noi – per
gli avversari politici, ‘ gli eroi repubblicani del
Cloître- Saint-Merry’, veri rappresentanti delle
masse popolari” [citazioni da Musolino, “Marxismo
12
ed estetica in Italia”) .
___
11
“Scritti sull’arte”, Laterza, 1967
“Scritti sull’arte”, op. cit. pp. 16-17
12
Questa lunga citazione ci serve perché risolve in un
certo modo il paradosso che avevamo individuato in
Lukàcs. La contraddizione notata a proposito della
“visione del mondo” in Balzac e la sua “concezione
della realtà” (cose le due che risultavano autonome
nell’analisi lukacsiana), vengono qui messe in
relazione, razionalizzate e spiegate alla luce di
legami psicologici facenti parte di un “atteggiamento
intellettuale complesso”. Qui il rapporto si vede nei
suoi legami psicologici, ma, sostanzialmente, si
assimila il primo aspetto al secondo, facendo
confluire, senza distinzione, l’atto della produzione
artistica e l’atto della produzione speculativa nel
calderone della “coscienza umana” che può essere –