homme aimant et candide des premiers jours qui succèdent
à l’adolescence, reparaissez chez ce journaliste usé. Quelle
belle âme! C’était le mot du comte et de la comtesse. Les hommes
habitués à rouler dans le abîmes de la nature sociale, à tout
comprendre, à ne rien réprimer, se font une oasis dans le
coeur; ils deviennent dans un cercle étroit et réservé de petits
saints; ils ont des délicatesses féminines, et se livrent à une
réalisation momentanée de leur idéal; ils se font angéliques pour
une seule personne qui les adore, et ils ne jouent pas la comédie;
ils mettent leur âme au vert, ils ont besoin de se brosser leurs
taches de boue, de panser leurs blessures.
Aux Aigues, Emile Blondet, était sans venin et presque sans
esprit, il ne disait pas une épigramme, il avait une douceur
d’agneau, il était platonique d’un suave.”
“Verso la metà di settembre, Emile Blondet, che era andato a Parigi
per pubblicare un libro, tornò a rilassarsi a Les Aigues e a pensare
al lavoro che aveva in programma per l'inverno. A Les Aigues, il
giovane amorevole e candido dei primi giorni dopo l'adolescenza,
riappare come un logoro giornalista. Che bell’anima! Era la parola
del conte e della contessa. Uomini abituati a rotolare nell'abisso
della natura sociale, a comprendere tutto, a non reprimere nulla,
creano un'oasi nel loro cuore; diventano, in una cerchia ristretta e
riservata, piccoli santi; hanno delicatezze femminili e si
abbandonano a una momentanea realizzazione del loro ideale; si
fanno angelici per una sola persona che li adora, e non fingono;
mettono le loro anime allo scoperto, hanno bisogno di spazzolare
via le loro macchie di fango, per guarire le loro ferite. A Les Aigues,
Emile Blondet, era senza veleno e quasi senza spirito, non diceva
un epigramma, aveva la dolcezza dell'agnello, era platonicamente
soave. “
Guardate: Blondet è veramente cattivo. Non vi è
parso così per la ragione che egli in questo posto
incantato e sotto le cure della contessa è diventato