n. 2 - skeda Metropolitana, 31 luglio 2025

Prato – Charlottesville: a volte i gemellaggi cambiano la vita

Andrea Vestri



Mi chiamo Andrea Vestri, sono nato e cresciuto a Prato dove ho vissuto fino al 22esimo anno di età. Nella lontana estate 1985 ci fu uno degli scambi culturali dovuti al gemellaggio fra la nostra città e la città di Charlottesville, in Virginia, gemellaggio legato al nostro concittadino Filippo Mazzei. Scambio culturale al quale io, inizialmente controvoglia, partecipai (si sa, a 17 anni si hanno mille idee per la testa e io volevo andare in campeggio al mare con gli amici.

Fortunatamente i miei genitori mi convinsero  - con metodi coercitivi oggigiorno purtroppo non più ammessi - ad iscrivermi), e fu una delle esperienze più belle e affascinanti della mia vita.

Tornai a Prato dopo essere stato un mese in USA e per prima cosa ringraziai il babbo e la mamma per avermi dato la possibilitá di conoscere un altro mondo, un’altra cultura, e per avere ulteriormente aperto il mio orizzonte.

Subito dopo esternai loro il mio desiderio cresciuto grazie all´esperienza Americana, ovvero; “prendo il diploma, faccio il militare e poi vado via dall´Italia e non torno piú“. E COSÍ FU!

Dicembre 1990: mi congedai dall´Arma dei Carabinieri e tre  giorni dopo ero al casello Prato-Calenzano con il pollice alzato intento a fare l´autostop.


Il camionista tedesco che ebbe la bontà di prendermi su con sé non parlava italiano, io non parlavo tedesco e cosi 30 ore dopo mi disse ”finito“ e mi lasció al porto di Brema nel nord della Germania. Era il 3 gennaio 1991 e c’erano 16 gradi sottozero.


Conobbi alcuni studenti di Brema con i quali condivisi per 4 anni  svariati “Wohngemeinschaft“  (appartamenti condivisi) e tantissime feste.


Nei 4 anni a Brema ho lavorato un anno come cameriere in un ristorante italiano fino a che non divenni padrone della lingua tedesca dopo di ché come agente/rappresentante dei marchi Benetton e Sysley per il nord della Germania.

1994: stanco di Brema e del clima inclemente mi trasferii a Wolfenbüttel, a una ora dall´ex-confine con la Germania Est dove acquistai e gestii per 2 anni un negozio Benetton.


1996: dopo questa esperienza vendetti il negozio e mi trasferii a Monaco di Baviera per lavorare con una ditta italiana di moda per la quale ero responsabile della espansione dei negozi in Germania e Austria. Grazie a questa azienda ho vissuto, per motivi di lavoro, 2 anni a Monaco, 6 mesi a Mannheim e un anno e mezzo a Salisburgo in Austria.


1999: terminata questa esperienza andai per un mese in Australia con mio fratello con l´intenzione di trasferici li dato che era sempre stato il mio sogno.

E invece delusi ritornammo all´ovile, mio fratello a Prato, io a Monaco di Baviera.


2000: per conto di un grosso gruppo di pronto moda francese mi trasferii per un anno ad Innsbruck, ma poiché avevo una ragazza a Monaco volevo ritornare a vivere in quella cittá.


2001: a Monaco aprii il mio ultimo negozio di moda e, stanco di vivere in differenti cittá e oltretutto stanco di lavorare nel mondo dei negozi e della moda, mi concessi un paio di mesi di ozio.


2001: finita la pacchia cominciai piú per divertimento che altro a lavorare in una vinoteca-ristorante francese a Monaco. Con questi soci/amici ho lavorato per 15 anni insieme aprendo 2 ristoranti francesi.


2007: mentre lavoravo in gastronomia mi sono dedicato allo studio come autodidatta prendendo il Bachelor in economia e commercio.

Ero però troppo innamorato della gastronomia e dei miei soci ormai diventati grandi amici per cambiare lavoro, e cosí mi dedicai “anema e core“ al mondo del vino studiandolo e combinando vacanze (da camperista) con visite/studio a varie aziende produttrici di vino.


Nel 2004 andai a lavorare per 3 mesi presso un vignaiolo nel Bordeaux in Francia dove imparai tantissimo sul mondo del vino e oltretutto imparai il francese.

2013: culminai l´esperienza vino con l´esame da Sommelier e fondai la mia scuola di Sommelier “Europena Wine Education“ per dare ulteriori possibilitá di lavoro ai giovani gastronomi.

2014: scuola di Sommelier e ristorante era diventato troppo, lavoravo 7 gionri su 7 e cosí decisi, anche se a malincuore, di abbandonare la gastronomia.


Nel frattempo, nel 2009, mi sono sposato con una tedesca di Monaco.

2016: per promuovere e lanciare la mia scuola di Sommelier avevo bisogno di tempo e denaro e cosí iniziai come rappresentante della Coca Cola.


2019: terminai questa esperienza anche perché in netta contrapposizione con la mia passione per il vino e il cibo.


2020: causa pandemia il mio lavoro si ridusse a zero e fu così anche per mia moglie.

Dopo mesi di panico cambiai il modo di insegnare; da presenza ad online e cosí convertii la mia scuola e tutte le degustazioni: inviavo i vini ai partecipanti e degustavamo insieme davanti al computer.

Ero uno dei primi in Germania a offrire questo tipo di insegnamento sul vino, tant´è vero che due grosse banche private tedesche delle quali ero il Sommelier mi ingaggiarono per una degustazione online con i loro dipendenti…circa 260 persone.

Il problema non era la degustazione ma inviare 260 pacchetti di vino in tutta la Germania.


2022: ormai le degustazioni online erano diventate inflazionate e quindi non “buttava“ piú bene, oltretutto in me era nato un certo malcontento: non ne potevo piú di stare a Monaco e non ne potevo piú del clima, dell´inverno lungo fino a maggio e dell´estate corta fino a Luglio e cosí decidemmo di cambiare vita.

2022: abbiamo venduto baracca e burattini e ci siamo trasferiti in Paraguay dove l´estate é lunga e l´inverno corto. Qui viviamo da tre anni e io mi sono riscoperto grande amante della natura al punto da dedicarmi “anema e core“ al giardinaggio, all´orto e ai polli.


Spero entro fine del 2026 di poter approvvigionare per almeno l´80% la nostra alimentazione con i prodotti del nostro giardino.


Questa é la mia vita dopo la bellissima esperienza americana. Naturalmente tantissime vicissitudini, alcune belle altre meno, alcune divertenti altre da paura alcune piccanti, altre da galera le ho tralasciate onde evitare di dilungarmi troppo.