n. 1 marzo 2026
n. 1 marzo 2026
Gli artisti dicono NO alle mostre a pagamento e aprono uno spazio etico e gratuito.
In un contesto artistico sempre più segnato da dinamiche di mercato che finiscono per penalizzare proprio chi crea, a Prato nasce un progetto che sceglie consapevolmente di andare in controtendenza. Due artisti del territorio decidono di trasformare una presa di posizione etica in un’azione concreta, aprendo uno spazio espositivo indipendente fondato su gratuità, condivisone e rispetto del lavoro artistico.
Nasce così NISTRI 33, uno spazio espositivo ospitato all’interno dello studio condiviso di via Marianna Nistri 33. Un luogo che rifiuta esplicitamente il meccanismo delle mostre a pagamento e che si propone di accogliere, ogni mese, un artista senza richiedere alcuna quota di partecipazione. Un gesto semplice, ma radicale, che mette al centro la dignità degli artisti e delle artiste.
Il progegtto prende avvio il 10 gennaio con “/Da allora in poi.../ Le storie parallele nel tempo”, mostra personale di Myriam Cappelletti, visitabile dino al 1° febbraio e proseguirà nei mesi successivi con le esposizioni di Federica Gonnelli, Gabriella Furlani, Cinzio Cavallarn, Giuseppe Centauro, Alessandro Bargellini, Andrea Marini e molti altri. Una programmazione pensata per dare spazio a ricerche autentiche, senza filtri economici e senza scorciatoie.
Nistri 33 non nasce come una semplice vetrina, ma come una vera e propria presa di posizione critica nei confronti del sistema che troppo spesso monetizza il bisogno di visibilità. Alla base del progetto c’è una convinzione chiara: finché ci sarà chi paga per esporre, ci sarà chi continuerà a farsi pagare. Secondo i fondatori, l’evento a pagamento non stimola crescita né confronto reale, ma finisce per anestetizzare ogni possibilità di evoluzione, alimentando un’autocelebrazione fragile e destinata a crollare al primo incontro con il mondo professionale e dei concorsi seri.
In questo senso NISTRI 33 vuole essere un esempio per i diritti degli artisti, un’alternativa concreta e praticabile. La grande vetrata dello studio, affacciata direttamente sulla strada, diventa un confine trasparente tra spazio creativo e città: un diaframma che rende visibile il processo artistico e restituisce all’arte la sua natura di bene pubblico, accessibile, condiviso, non acquistabile.
Un progetto locale, ma con una visione chiara: rimettere al centro il valore del lavoro artistico e riaffermare che la cultura non dovrebbe essere costruita sul pagamento del consenso.
Ignazio Fresu, Gustavo Maestre
informazioni:
sede: via Marianna Nistri 33, Prato
ingresso gratuito
SKEDA Metropolitana e la nascita di NISTRI 33
Ignazio Fresu
Un nuovo spazio espositivo che nasce da una storia editoriale.
Nel dicembre 2009 usciva il primo numero di SKEDA METROPOLITANA, rivista indipendente nata a Prato con l’intento di riflettere sui temi culturali, artistici e sociali del territorio attraverso una formula ibrida e innovativa: un foglio cartaceo essenziale – una “scheda”, appunto – affiancato da uno sviluppo online dei contenuti.
Fin dall’inizio SKEDA ha cercato una forma sostenibile e autonoma di produzione culturale. La scelta di un formato leggero e l’uso della rete non erano solo soluzioni economiche, ma una presa d’atto anticipatrice del passaggio dalla carta alla comunicazione digitale. Dal secondo numero, ogni uscita è stata accompagnata da un’opera d’arte originale numerata e firmata, rendendo la rivista non soltanto uno spazio di riflessione critica ma anche un dispositivo concreto di valorizzazione del
lavoro artistico.
Negli anni SKEDA ha costruito una presenza attiva nel territorio: presentazioni pubbliche in spazi istituzionali e indipendenti, dibattiti, interviste, performance (tra cui le calligrafie cinesi di Anthony Tang), partecipazioni a mostre e iniziative culturali, convegni sulla cultura che hanno prodotto pubblicazioni e momenti di confronto aperto con la cittadinanza.
La rivista ha sempre mantenuto una doppia natura: editoriale e relazionale. Non solo articoli, ma incontri. Non solo pubblicazione, ma dialogo.
Dopo la pausa imposta dalla pandemia, SKEDA ha ripreso il proprio percorso con un nuovo numero dedicato alla funzione dell’arte, riaffermando la libertà tematica dei redattori e la volontà di mantenere uno spazio critico indipendente.
È in questo contesto che nasce NISTRI 33.
NISTRI 33 non è un progetto separato dalla storia di SKEDA, ma ne rappresenta una naturale evoluzione. Se SKEDA ha costruito negli anni uno spazio di riflessione e dibattito sull’arte, NISTRI 33 ne traduce i principi in una pratica espositiva concreta.
Lo spazio, situato nello studio condiviso di via Marianna Nistri 33 a Prato, nasce dall’esigenza di offrire un’alternativa alle mostre a pagamento e di riaffermare un principio semplice: l’arte non deve essere legittimata attraverso una quota di partecipazione economica.
Come SKEDA ha sempre cercato forme sostenibili e autonome di produzione culturale, così NISTRI 33 propone un modello espositivo etico e gratuito, ospitando ogni mese un artista del territorio senza richiedere alcun contributo economico.
NISTRI 33 è dunque una “costola” di SKEDA: indipendente nella gestione e nella programmazione, ma coerente con la stessa visione culturale. È per questo che i comunicati stampa dello spazio vengono diffusi a nome della redazione di SKEDA: non per sovrapposizione formale,
ma per continuità progettuale e responsabilità culturale condivisa.
Se SKEDA ha operato sul piano editoriale e del dibattito pubblico, NISTRI 33 opera sul piano dello spazio fisico e dell’esperienza diretta. La grande vetrata affacciata sulla strada diventa il prolungamento naturale di quella idea originaria: portare l’arte fuori dai circuiti autoreferenziali e
metterla in relazione con la città.
NISTRI 33 nasce quindi da una storia lunga quindici anni, da una rete di relazioni già attiva e da una riflessione maturata nel tempo sulla funzione dell’arte e sulle condizioni del lavoro artistico.
Non un’iniziativa estemporanea, ma un passaggio coerente. Non una rottura, ma un’evoluzione.
Le prime due mostre a NISTRI 33
Myriam Cappelletti - Federica Gonnelli
Numeri e Materiale Passato di SCHEDA
A Prato due artisti aprono uno spazio espositivo indipendente e condiviso
Si chiama “Nistri 33” il nuovo spazio espositivo indipendente fondato da Ignazio Fresu e Gustavo Maestre, nato con l’obiettivo di rifiutare il meccanismo delle mostre a pagamento per valorizzare il lavoro e la ricerca autentica degli artisti