n. 1 marzo 2026
n. 1 marzo 2026
IL CAMPO D’ARTE
Testo a cura di Annalisa Margheri e Mauro Gazzara
Il 16 e 17 Maggio alle ore 17-21 sarà inaugurato a Prato il Parco Museo “Campo d’Arte” Situato nel quartiere di Chiesanuova, in via Vella Lungo la Bardena 4, all’interno di un’area verde concessa dalla Parrocchia della Chiesa di Santa Maria dell’Umiltà.
Interverranno Ilaria Magni (critico e curatrice d’arte), Don Jean Jacques, parroco della Parrocchia della Chiesa di Santa Maria dell’Umiltà, Cinzia Menichetti (Presidente della Associazione Scuola d’Arte Leonardo APS, Prato), Claudia Gusso (curatrice della sezione del progetto arte industriale).
Sono invitate le autorità e tutta la cittadinanza.
Aziende che hanno donato i macchinari: Vasche donate dal Lanificio Cocchi, Prato¸ Macchinari e utensili donati da Officine Meccaniche VI. DE. MA, Prato
Sponsor: O.B. Stock ingrosso tessuti, Prato
Il progetto è stato ideato e realizzato da tre artisti pratesi — Mauro Gazzara, Antonio Bruno e Luciano Pancani — accomunati da una sensibilità condivisa verso il recupero della memoria, la sperimentazione dei materiali e il valore sociale dell’arte.
Questo spazio si configura come un luogo aperto in cui natura, memoria e ricerca artistica si incontrano dando vita a un percorso culturale accessibile e immersivo.
Il sito si articola in due sezioni principali, tra loro complementari.
1. Opere di Archeologia Industriale
Questa sezione nasce da un’idea di Antonio Bruno, artista con un passato di imprenditore e costruttore di macchinari per tintorie nel cuore del distretto tessile pratese al quale si sono uniti gli artisti Mauro Gazzara e Luciano Pancani. Il progetto prende forma attraverso un lavoro collettivo che unisce competenze tecniche e visione artistica.
Dopo un’attenta attività di ricerca, recupero e restauro, gli artisti intervengono su macchinari storici dell’industria manifatturiera tessile, trasformandoli in opere d’arte. Questi oggetti, un tempo strumenti di produzione, vengono sottratti all’oblio e reinterpretati attraverso l’uso di materiali contemporanei come acciaio inox, vetro Dallas e policarbonato.
Il risultato è una serie di installazioni che conservano la memoria del lavoro e dell’identità produttiva del territorio, ma allo stesso tempo ne offrono una nuova lettura estetica e simbolica. Le macchine, nobilitate dall’intervento artistico, diventano testimoni di una storia collettiva, ponte tra passato e presente, capaci di trasmettere alle nuove generazioni il valore umano, sociale e culturale del mondo del lavoro.
2. Opere Personali degli artisti
La seconda sezione accoglie opere realizzate individualmente da ciascun artista. In questo spazio ogni autore mantiene la propria identità espressiva, il proprio linguaggio e la propria ricerca, ma si inserisce al tempo stesso in un dialogo condiviso, costruendo una narrazione comune.
Le opere si integrano con l’ambiente naturale che le ospita, instaurando una relazione dinamica con il paesaggio, la luce e il mutare delle stagioni. Il parco diventa così un luogo di esperienza sensibile, in cui il visitatore è invitato non solo a osservare, ma ad attraversare, percepire e riflettere.
In questa dimensione, l’arte si apre a tematiche contemporanee — sociali, ambientali, spirituali — offrendo spunti di interrogazione sul presente e sulle sue trasformazioni. L’autonomia degli artisti si intreccia con una visione comune: fare dell’arte uno strumento di consapevolezza, memoria e relazione.
Nel suo insieme, il Campo d’Arte rappresenta un esempio significativo di rigenerazione culturale e territoriale, in cui il recupero del passato e la ricerca contemporanea convivono, generando un luogo capace di raccontare, emozionare e far pensare.
Per ulteriori informazioni contattare:
Mauro Gazzara cell. 333 8919923, e-mail: maurogazzara@virgilio.it
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