
Simona
Bogani:
La
psicologia, in particolare modo il pensiero di Jung, ci aiuta a comprendere
meglio i meccanismi che si celano nei comportamenti e nelle creazioni
dellĠuomo. Mi dico spesso che lĠumanit progredita ma non evoluta, nel senso
che viviamo in condizioni migliori rispetto allĠuomo preistorico, ma non
abbiamo scoperto il senso della vita, e come allora seguiamo i messaggi
inconsci di nutrirci e di procreare. Ed proprio nel prendere consapevolezza
dellĠinconscio che possiamo auspicare di dare un senso migliore alla vita
individuale e sociale. Ci che ÒcostruiamoÓ il risultato delle proiezioni
dellĠinconscio. Le societ sono il risultato delle proiezioni dellĠinconscio
collettivo. Cos come lĠuniverso si trova dentro ognuno di noi in attesa di
essere compreso
Maria
Alberta del Grosso:
Jung
conosceva bene il pensiero orientale e lo integrava con quello occidentale,
legger volentieri il suo intervento.
Interessante
il suo progetto, di una calotta collettiva comunicativa Éinconscia.
Claudio:
Non
un caso che sia una donna, Simona, a porre il problema dell'inconscio e
un'altra donna, Maria, ad averne apprezzato l'introduzione.
Sto
maturando l'idea che le donne siano pi vicine degli uomini a questa problematica:
gli uomini sentono il bisogno di gestire l'esterno, la realt, l'oggettivit.
Le
donne sentono il bisogno di gestire il proprio sentire.
Personalmente,
la sera, riesco ad addormentarmi solo dopo aver trovato un compito al mio
pensiero, qualcosa da capire e da organizzare.
Come
si addormentano le donne?
Giacomo
Grassi:
Nei
tempi primitivi, nel villaggio primitivo, il maschio stava sulla palizzata a
scrutare il bosco vicino e le eventuali minacce che ne venissero, quindi doveva
stare attentissimo al mondo esterno, mentre la femmina stava dentro a cucinare
o allattare o a cantare la ninnananna al figlio, logico quindi che sviluppasse
una sensibilit soprattutto interiore.
Simona
Bogani:
Jung
conosceva bene la filosofia orientale, in particolare modo il Tao. Rimettere
insieme il maschile e il femminile che abitano ognuno di noi essenziale per
poter raggiungere la completezza. (Luce/ombra-morbidi/duro-bene/male ecc.
importanza della conoscenza degli opposti senza lĠuno non esiste lĠaltro) ma il
progetto prende spunto da Pensiero, perch attraverso il Pensiero che
possiamo comprendere e elaborare lĠinconscio, ed attraverso lo sviluppo del
Pensiero, che potremmo proiettare nel sociale il meglio dellĠinconscio
collettivo, contrariamente a
quanto avviene anche ora proiettando lĠombra: il male, il peggio, senza averne
coscienza. Quindi credo che il progetto debba interessare in egual misura il
maschio e la femmina.
Giacomo
Grassi:
Poi
ci fu un altro tecnico il cui figlio Icaro mori perch non diede ascolto al
padre. In realt per i greci la tecnica era una divinit da trattare col
massimo rispetto. Vero che non ne avevano la visione pesante e dominante che
ne abbiano noi.
Giacomo
Grassi:
Simona,
ho sempre dato grandissima importanza a Jung, che con i suoi archetipi mi pare
abbia quasi rinnovato il mondo delle idee di Platone. Importante anche il suo
riferimento all'oriente che l'altro polo della civilt mondiale e a cui ho
dedicato molto studio.
Simona
Bogani:
La
tecnica necessaria alla realizzazione dei desideri inconsci di progresso, ma
come ho scritto prima, il problema consiste nellĠusare il Pensiero per
elaborare ci che davvero ci utile da ci che crea danno (gli opposti). La
consapevolezza lĠunico modo che abbiamo per utilizzarlo al meglio:
comprendere che le mura delle citt rappresentano le chiusure tra conscio e
inconscio, che le autostrade rappresentano il pensiero unico, le chiami
chiusure o aperture rispetto a ci che vogliamo vedere o non vedereÉ insomma
sono PROIEZIONI di ci che siamo. Invece di ÒcostruireÓ allo sbaraglio dovremmo
farlo con consapevolezza.
Platone
fondamentale per cercare di comprendere la vita, le societ e il rapporto con
s stessi e con lĠesterno. Oggi il progetto vorrebbe uscire collettivamente dalla Caverna, comprendere
il mondo delle idee ecc. Platone stato forse per primo anche psicologo. Spero
di poterne parlare insieme.
Giacomo
Grassi:
Certamente.
Simona
Bogani:
Infatti,
esempio lampante, di come quasi sempre, incapaci di elaborare lĠombra
proiettiamo nelle Societ il male. Oggi non cambiato niente. Ed proprio
lavorando sullo sviluppo del pensiero, uscendo dal pensiero unico, che potremmo
organizzare una societ sana. Partendo dai giovani.
La
psicologia e la filosofia non sono materie da imparare a scuola e anche in malo
modo, ma appartengono allĠaria che respiriamo ogni minuto.
Ignazio
Fresu:
Non
intendo demonizzare la tecnica in quanto tale, ma vorrei fosse considerata
proprio come come gli antichi greci che non si sentivano, a differenza di noi
che siamo di cultura giudaico-cristiana, dominatori dell'universo per ordine di
Dio, bens parte della natura e si
definivano mortali. Ma al contrario di noi, loro avevano posto un monito alla
tecnica incatenandola e facendone mangiare il fegato per l'eternit, mentre noi
l'abbiamo elevata a divinit unica e assoluta insieme al denaro.
Giacomo
Grassi:
é
vero che lo scienziato Prometeo fu incatenato alla montagna con l'aquila che
gli mangiava il fegato, ma il super tecnico Efesto fu lui a incatenare la madre
Era che lo sdegnava... Cos la tecnica si prese una bella rivincita.
Ignazio
Fresu:
Io
non parlo della tecnica tecnologica in senso stretto, ma della tecnica in senso ampio. Quella tecnica che permise
ai nazisti di sterminate milioni di uomini nelle camere a gas senza porsi il
problema di fare o meno una cosa
giusta, ma di seguire un protocollo che era quello di eliminare un certo numero
di individui entro una determinata ora e ucciderne un altro numero entro le ore
seguenti. La tecnica che ci impone al meccanico di produrre e consumare per un
PIL positivo fino all'esaurimento di tutte le risorse della Terra a seguito del
mandamento divino "dominerai su tutte le cose, sugli animali i
pesci...", di sfruttare i
lavoratori attraverso un algoritmo perverso...
La
tecnica che pone in concorrenza gli studenti tra di loro e i lavoratori. I
protocolli che si sono sostituiti in ogni campo a tutti i rapporti relazionali.
Claudio:
Per
Ignazio: la tecnica non si pu giudicare da sola nel suo isolamento, la tecnica
la mano del pensiero, il pensiero non pu fare niente senza la mano e la mano
non pu fare niente se non guidata dal pensiero. Naturalmente si parla del
pensiero consapevole, anche se il pensiero inconscio ci mette sempre del suo.
Per parlare, per esempio della tecnica usata dai nazisti, essa era mano guidata
dal pensiero dei nazisti e naturalmente il pensiero dei nazisti era dominato da
una pressione inconscia tanto pi forte quanto pi violenta.
Ignazio
Fresu:
LĠessenza
della tecnica non ha nulla a che vedere con lo strumento o processo
tecnologico. Secondo Heidegger, la tecnica essenzialmente un modello di
conoscenza, una particolare modalit di rivelazione di ci che . LĠimportanza
di Heidegger sta nel riconoscere il ruolo che la tecnologia gioca nel
plasmare il modo di stare al mondo dellĠuomo. Per cui ÒlĠagire tecnico
lĠultimo gradino del progetto occidentale di dominio sulla natura e del suo
sfruttamento che ha reso il bosco una riserva di legname, la
montagna una cava di pietra e il fiume una forza idraulica per produrre
elettricitÓ infatti la
tecnica non lascia esser le cose in quanto tali, non le rivela per quel che
sono. Invece di lasciar esserle nella loro ÒvicinanzaÓ le provoca.
Simona
Bogani:
Come
tutto ci che ci circonda e che dentro di noi, la tecnica deve essere usata e
non viceversa. Ogni cosa ha due facce: il bene e il male, dipende da noi saper
ÒscegliereÓ quella giusta, senza farsi scegliere.
Ignazio
Fresu:
Infatti!
Trovo molto pericolosa la propensione espressa qui per la sostituzione dei
cosiddetti studi umanistici con quelli tecnici nella scuola in opposizione ad
una fantomatica "elite".
Oggi
il principio unive
Claudio:
Prima
la scuola: voglio sostituire il classico con il tecnico?
Non
ne ho alcun desiderio. Non questo il punto, ma la domanda mi fa pensare che
non si riesca a pensare ad altro sistema se non quello nel quale siamo
cresciuti, sistema che ci sembra naturale e immutabile o mutabile solo al suo
interno, senza metterlo in discussione come sistema.
Reputo
abbastanza illusorio rinunciare a una istituzione scolastica che per, come sapete, una proposta
in essere e che ha delle buone ragioni, al link una esposizione in merito:
Vorrei
accennare comunque al senso che ha una divisione per indirizzi, che in Italia
stata estremizzata da Gentile, ma, per esempio nel sistema anglosassone e
americano, si basa su una scuola superiore unica, dove i singoli studenti
possono scegliere le loro materie conservandone alcune di essenziali. La stessa
cosa in Finlandia. LĠalternativa scuola classica o tecnica in questa
prospettiva non ha alcun senso. La scuola per indirizzi si basa su una
concezione che vede il mondo diviso in classi e a ciascuna classe bisogna dare
unĠidea di s stessa. La cosa non riguarda davvero lĠefficienza organizzativa
della societ ma il classismo preparato artificialmente e ideologicamente. Ogni
materia, da sola, ha in s tutte le possibilit, purch trovi un contatto con
la realt. Per questo ho detto che reputavo pi ÒumanisticaÓ una scuola
tecnica, non come opzione in contrapposizione a unĠaltra opzione limitante, ma
come esempio della disfunzione del sistema in essere.
Ma
cosĠ la tecnica?
LĠoggettivazione
del mondo per un obiettivo di imposizione di potenza.
CosĠ,
mi chiedo, una gazzella per il leone?
Non
forse oggettificazione? Il modo di rapportarsi del leone alla gazzella non
quello di un essere vivente verso un altro essere vivente, quello di chi ha
fame, verso un oggetto che pu soddisfarla. Se la gazzella pi veloce del
leone, sar la gazzella a uccidere il leone. Di fame.
CosĠ
lĠinconscio? é la non coscienza degli impulsi vitali che persistono e spingono.
Come si placano gli istinti vitali? Con lĠoggettificazione. Sono possibili
altri modi?
La
caratteristica pi distintiva dellĠessere umano il linguaggio. CosĠ il
linguaggio?
é lo
snaturamento di una funzione fisiologico-espressiva, quella del suono, che
nasce dalle viscere di ciascuno di noi, dalla nostra pi profonda interiorit.
Questa
interiorit profonda stata trasformata in esteriorit introiettata: nella
lingua abbiamo messo il mondo esterno: la casa, il bosco, lĠanimale, il cielo,
la terra, tutte cose esterne che sono entrate dentro di noi e usano i nostri
suoni, strumentalizzandoli, snaturandoli.
Esistono
le interiezioni, vero, le cose Ògettate fraÓ, cose esterne al discorso,
gettate nel discorso. Le cose esterne al discorso - che lĠesterno in noi -
sono diventate esterne al discorso (ma sono esse la nostra interiorit), cĠ
qualcosa di pi snaturato?
Possiamo
fare a meno del linguaggio?
Questo
il grande interrogativo dellĠuomo, ma vorrei mettere in guardia dal pensare
che la risposta sia l a portata di mano, che tutto lo snaturamento dipenda dal
tradimento di qualche anima nera: dentro ciascuno di noi in quanto uomini.
La
possibilit resta come obiettivo che deve per attraversare un lungo cammino di
dominio, oltre il quale, forse riusciremo ad essere tutti fratelli.
La
Germania ha prodotto grandi pensatori, a cominciare da Martin Lutero e tutti
basati su grandi critiche etiche. Se volessimo dare uno sguardo biblico alla
cosa potremmo ricordare lĠorigine del bene e del male come lĠorigine di tutti i
mali: non mangiare del frutto della conoscenza del bene e del male. La
conoscenza del bene e del male crea una grande supponenza che finisce sempre in
tragedia. La Germania lĠha mostrato chiaramente.
LĠideale
comunista ha mostrato due facce: una che si incarnata e ha prodotto tragedie
e ingiustizie, lĠaltra che continua e resiste come prospettiva e si basa
sullĠinternazionalismo, cio sulla fratellanza di tutti gli uomini. Utopia o
realt? Non ci sono molte altre prospettive, forse.
Mario:
Interessante.
Personalmente penso che l'etica si possa testimoniare, ma non insegnare.
Claudio:
Anche
questo interessante, infatti spesso l'etica diventa un'arma da usare contro
gli altri pi che un indirizzo interiore da seguire
Marco
Wong:
La
tecnica si occupa di certi problemi, lĠetica di altri. Quindi disboscare
una montagna o riforestare un deserto, la risposta tecnica come, in che
tempi, costi, le implicazioni ecc. Una persona che abbia il compito di prendere
una decisione del genere deve avere una formazione etica e sociale, ma se ne
ignora gli aspetti tecnici prende una decisione zoppa. Ci deve essere un
equilibrio in tutte le cose.
Claudio:
anch'io
vedo le cose in questo modo. Ignazio per allarga il discorso:
- ÒlĠagire
tecnico lĠultimo gradino del progetto occidentale di dominio sulla natura e
del suo sfruttamento che ha reso il bosco una riserva di
legname, la montagna una cava di pietra e il fiume una forza idraulica per
produrre elettricitÓ, infatti la tecnica non lascia esser le cose in
quanto tali, non le rivela per quel che sono. Invece di lasciar esserle nella
loro ÒvicinanzaÓ le provoca, le costringe alla presenza, attraverso
il processo di oggettivazione. -
Dovremmo
entrare dentro il senso di "lasciar essere le cose in quanto tali,
rivelarle". Cosa pu voler dire se non 'amarle'. Il fatto che
l'amore una cosa non controllabile, mentre la tecnica lo . Neanche l'odio
controllabile. Amore e odio sfuggono alla nostra volont. Creare un mondo etico
vuol dire ignorare questa incontrollabilit e pensare che tutto - anche l'amore
e l'odio - possano essere sotto il nostro dominio. Come si comporta l'uomo
etico nei confronti del proprio odio? Proietta sull'oggetto dell'odio la causa
del SUO odio, d una ragione a ci che non capisce. Finch la tecnica gestita
dalla propria consapevolezza la tecnica ci che dice Marco, ma quando la tecnica
si impadronisce della propria incomprensione, va contro ogni principio.
Anche
qui comunque non vorrei vedere le cose in modo automatico. L'arte pu fare
molto ma deve essere consapevole. Per rendersi conto dei meccanismi che
continuamente tendono a sfuggirci di mano basta guardare il nostro paese: in
Italia che abbiamo inventato il fenomeno del fascismo che stato preceduto e
accompagnato da un movimento artistico assolutamente orientato, il futurismo. L'arte non crea legami automatici
fra gli uomini, ma comunque l'unica che pu farlo.
Da
sola? Ovviamente la riflessione (umanistica?) importante, aiuta, precede ci
che automatico, ma solo l'arte pu agire su ci che automatico.
Giacomo
Grassi:
Mario,
ogni cosa pu essere vista come meccanica oppure umanistica. Una versione di
latino pu essere vista come molto meccanica, un gioco d'incastri pi o meno
come un puzzle e la vista di un meccanismo a orologeria ha spinto un sacco di
gente, dai tomisti a Cartesio a Schiller, a riflettere sul mistero del cosmo,
chiaro che pi che di contenuti questione di approccio psichico. Siamo tutti
anche un po' vili meccanici..
Mario:
Necesse
est
Giacomo
Grassi:
Simona
su Matteo Ricci la vedo un po' diversa da te, ma ne possiamo parlare. A quanto
mi consta il suo scopo (in realt irrealizzabile) era di convertire i cinesi,
il che voleva dire anche impressionarli ovvero stupirli. Per questo si avvalse
della scienza e della tecnica occidentale, che era superiore a quella cinese.
Previde una eclissi di luna con maggior precisione degli astronomi buddisti, il
che fu considerato la prova decisiva della sua eccellenza. Disegn la mappa del
mondo sicuro che l'imperatore se ne sarebbe impermalito perch nella sua carta
la Cina rappresentava circa l' 8% delle terre emerse, mentre l'imperatore
credeva che ne rappresentasse pi del 50%. Per consolare l'imperatore mise per
la Cina al centro della carta del mondo. Era un uomo pragmatico che ricorreva
anche a questi trucchi.
Necesse
est
Giacomo
Grassi:
Simona
su Matteo Ricci la vedo un po' diversa da te, ma ne possiamo parlare. A quanto
mi consta il suo scopo (in realt irrealizzabile) era di convertire i cinesi,
il che voleva dire anche impressionarli ovvero stupirli. Per questo si avvalse
della scienza e della tecnica occidentale, che era superiore a quella cinese.
Previde una eclissi di luna con maggior precisione degli astronomi buddhisti,
il che fu considerato la prova decisiva della sua eccellenza. Disegn la mappa
del mondo sicuro che l'imperatore se ne sarebbe impermalito perch nella sua
carta la Cina rappresentava circa l' 8% delle terre emerse, mentre l'imperatore
credeva che ne rappresentasse pi del 50%. Per consolare l'imperatore mise per
la Cina al centro della carta del mondo. Era un uomo pragmatico che ricorreva
anche a questi trucchi.
Giacomo
Grassi:
Simona
ne parliamo molto volentieri. Naturalmente per le cose che affermi mi devi
riportare le fonti e su quelle sono un pochino esigente.
Faccio
intanto notare comunque che Ricci fu espressamente addestrato per convertire la
Cina. Tu, se ho capito bene, sostieni che tuttavia, in realt, forse in
segreto, aveva altri obiettivi suoi personali. é una tesi un poco ardita per
cui sono curioso di sentire come la motivi.
Simona
Bogani:
Dopo
aver scritto met del libro mi fermai per un poĠ, perch non capivo il motivo
per il quale, Matteo stava a chiacchiera a giornate con i filosofi, senza
andarsene in giro a convertire. Raramente se ne preoccupava. Ora non sto qui a
dilungarmi. Ebbi il dubbio che il suo intento fosse un altro. Non capivo e mi
fermai. Lessi Lao Tzu, Mi addentrai nella ricerca della filosofia orientale. Mi
chiedevo che motivo avesse di studiare cos bene il cinese, per farsi
apprezzare dai filosofi invece di dedicarsi alla gente. Guenon con Òla grande
triadeÓ mi fece comprendere (un poĠ) lĠaspetto esoterico ed ebbi come una
rivelazione, che ti racconter. Devo dire comunque che non credo alla Storia,
magari parleremo anche di questo.
Giacomo
Grassi:
Beh,
se mi permetti quello che a te sembrato strano, a me pare invece piuttosto
logico: perch Matteo Ricci stava a chiacchiera giornate intere invece andare
in giro a convertire? Rispondo: perch era un gesuita e non un francescano. La
strategia di conversione dei gesuiti era molto chiara e chiaramente teorizzata:
non si preoccupavano di convertire il popolo ma miravano alle classi dirigenti,
convinti che queste ultime, una volta convertite, si sarebbero tirate dietro
anche il popolo. Per questo i gesuiti davano tanta importanza alla cultura e
all'addestramento alla discussione intellettuale e culturale. Lo fecero
dovunque. Matteo Ricci dunque aveva capito che se voleva conquistare una
civilt cos complessa, ricca e raffinata come quella cinese dovevaÉ
Simona
Bogani:
Si certo questo ci che
scriveva anche lui: se converto lĠImperatore Òil gioco fattoÓ. Ma proprio
perch era Gesuita, questa era la scusa per guadagnarsi invece ruoli di potere
ecc. ma ne parleremo, anche se ognuno interpreta Òla StoriaÓ come crede meglio,
anche di questo parleremo. Buona serata.