Archivio Musica

 

Sandra Cocchi


Non solo musica: intervista a Paolo Fresu sulle suggestioni dei linguaggi artistici.



Di Paolo Fresu sappiamo molto: libri, saggi, articoli, interviste hanno indagato i più impercettibili aspetti di uno dei jazzisti che meglio rappresentano l'Italia nel mondo.

Sappiamo molto perché Paolo Fresu è un generoso, una di quelle persone che, se possono, ti dicono di sì. E' una mente aperta, pronta a sperimentare, a contaminare e lasciarsi contaminare.

Ma qual è il suo rapporto con le altre “arti” ?

Troverà il tempo per visitare musei, leggere libri, guardare film o scrivere poesie?

Non ci resta che chiederglielo.


Qual è il tuo rapporto con l'arte? Trova, l'uomo da 200 concerti l'anno in giro per il mondo, il tempo per visitare musei e magari anche cimentarsi con creta, colori e pennelli?

Non mi cimento né con la creta né tanto meno con i colori ed i pennelli anche se mi piacerebbe molto.. Ho avuto da sempre una propensione verso l’arte ed in particolare verso la pittura ma è una passione che nella pratica non ho mai approfondito. La mia vita da 200 concerti all’anno è intensa ed impegnativa ma mi permette di viaggiare molto e dunque di avere talvolta il tempo di visitare musei e gallerie in tutto il mondo.

Pittura o scultura?

Tutte e due naturalmente.

Arte contemporanea o antica?

L'arte antica mi affascina. L'arte contemporanea la sento molto vicina ma ritengo che debba essere constestualizzata rispetto ai luoghi. Alcune volte dunque la trovo dubbia. Specie quando non trovo questa relazione tra luogo e spazio.

Figurativa o astratta?

Piuttosto astratta.

Artisti emergenti o già affermati?

Mi piacciono molto (e mi incuriosiscono) gli artisti emergenti.

Collezioni opere d'arte?

Si anche se non mi considero un vero collezionista ma piuttosto un appassionato che ama circondarsi di cose che mi piacciono. Ho la fortuna di avere molti amici pittori e scultori. Questi mi regalano spesso delle opere ma a me fa altrettanto piacere comprarne quando posso permettermelo.

Quando e perché hai iniziato a collezionare arte?

Sono appassionato da sempre ma ho iniziato a comprare opere una quindicina di anni fa. Più o meno quando la musica mi ha permesso di guadagnare qualche soldo in più. E' tra l'altro una grande soddisfazione comprare arte grazie all'arte...

Cosa deve avere un artista per colpirti? E' più importante l'opera o l'artista?

Sinceramente non lo so. E' qualcosa che non so spiegare ma so che il mistero ha la sua parte in questo. L'artista non può prescindere dall'opera.

Quale artista ritieni rappresentativo dello spirito dei nostri tempi?

Dipende da quale tempo si vuole affrontare perché oggi le cose nascono e si consumano con un tempo breve rispetto a prima. Forse l'artista più rappresentativo dei nostri tempi (?) potrebbe essere Picasso. Destrutturare per costruire. Architettare per poi distruggere.

Cosa pensi della video arte? Hai mai realizzato collaborazioni con video-artisti?

Qualche cosa ho fatto ma poco. Penso che sia uno dei linguaggi della contemporaneità e che in quanto tale sia interessante ed attuale. I risultati dipendono ancora dall'artista.

Il legame esistente fra musica ed arte ha trasformato incontri fra musicisti e artisti in amicizie o in ammirazioni profonde dagli effetti osmotici.  Penso per esempio a Pierre Boulez che, partendo dall'opera e dalle lezioni di Paul Klee al Bauhaus, sviluppa una riflessione su distribuzione e ritmo dello spazio musicale. Ti è mai capitato qualcosa del genere?

Stranamente molti dei miei più cari amici sono proprio artisti visivi che si dividono tra pittura, scultura e fotografia. Più che nella musica alcuni degli incontri per me più significativi sono stati proprio con persone di ambiti creativi diversi. Dal sardo Pinuccio Sciola alla spagnola Pilar Cossio Gomez.

Anche tutta la attività del Progetto PAV di Berchidda è nata sulla scia di questa empatia ed oggi è una realtà importante che permea l’intero festival.

Del resto lo sono state anche alcune action painting ed alcuni altri progetti di collaborazione con artisti come Alex Pinna, Sukran Moral o Nico Vascellari…

Le lezioni di Klee, Kandinskj ed altri sul rapporto cromatico tra colore e suono sono molto affascinanti ma lo sono tutte quelle relazioni tra la musica, lo spazio, il colore, la dinamica…

Più che alle cose di Boulez mi sono appassionato all’origine ad alcuni lavori di Luigi Nono e di Karleinz Stockhausen.

In Toscana abbiamo un grande interesse per l'arte ambientale. Conosci esempi di tale arte presenti in Sardegna?

Devo dire che l’unico progetto di arte e natura che io conosco in Sardegna è quello nostro legato al Progetto PAV e che si sviluppa nel demanio forestale di Berchidda nelle pendici del monte Limbara.

Lì abbiamo diverse opere stabili concepite espressamente da artisti nazionali e dove portiamo anche i suggestivi concerti del festival immersi nella natura cercando proprio il connubio tra i due mondi.

Credo però che nell’Isola ci siano altri progetti più o meno simili e vicini, ad esempio, a quelli che conosco di ArteSella o di altre realtà nazionali ed internazionali.

Un'altra forma di espressione artistica è il cinema. Tu hai scritto musica per film, ma i film li vai anche a vedere?

Il cinema mi piace molto e mi appassiona ma effettivamente il tempo per andare a vedere i film è molto poco ed inoltre guardo poco la televisione.

Lo seguo dunque come posso ma, essendo ora nella giuria dei David di Donatello, ho la fortuna di ricevere molte opere prime a casa e dunque di poter scoprire molte cose interessanti.

E qual è il tuo film preferito?

Sono tanti. Troppi per poterne citare uno solo. Tra quelli che in questi ultimi anni mi hanno veramente toccato ed emozionato metterei “Habla con ella” di Almodovar.

Sei stato definito “il poeta della tromba”, ti piace questa definizione? E ti piacciono le poesie? Di quali poeti in particolare? Hai mai scritto poesie?

Sì, la definizione mi piace perché per me se nella musica non c’è poesia ed emozione non c’è niente. Non so poi se io sia un poeta come tu dici ma se qualche volta ciò accade già dà un senso alla mia vita. La poesia mi piace molto e provo anche alcune che tengo rigorosamente per me stesso. L’unica cosa conosciuta (solo agli amici cari) è un libro di 365 brevi poesie, una quartina scritta ogni giorno per un anno intero, concepita a partire dal giorno della nascita del mio bimbo Andrea fino al giorno del suo primo compleanno.

Nel mio sito internet invece, quando venne pubblicato il cd “Metamorfosi” per la Bmg Francia, mi divertii ad associare una poesia ad ogni brano del lavoro discografico.

Scelsi cose di Neruda, Kavafis, Salinas, Eliot, Ginsberg, Atzeni, Catullo, Ungaretti, Hess, Garcia Lorca, Celan…

Hai mai composto musica partendo da suggestioni prodotte da altre forme d'arte?

L’ho fatto spesso perché le suggestioni derivanti da una lettura, da una opera d’arte o da un film sono tante.

Un mio vecchio lavoro discografico si intitola “Ossi di Seppia” ed era naturalmente dedicato all’opera di Montale ma ci sono molte altre cose compresa una serie di brani dedicati all’opera di Bruce Chatwin ed un doveroso omaggio a Federico Fellini. Molte delle mie cose hanno a che fare con le suggestioni derivanti dai linguaggi delle arti.

Per concludere, visto che stai per iniziare il festival di Berchidda di cui sei direttore artistico, perché non approfittare per segnalare a coloro che verranno ad ascoltare buona musica anche un museo da visitare?  

Poche cose tra le molte da poter visitare in Sardegna tra passato, presente e contemporaneità:

•Il museo Nivola ad Orani

•Il MAN (Museo d’arte di Nuoro)

•“Su logu de s’iscultura” di Tortolì

•La casa museo dello scultore Pinuccio Sciola a San Sperate


L'intervista è finita ed è inevitabile che il pensiero torni al concerto di questa estate dove suonava con Omar Sosa, pianista cubano tuo amico da anni. Quello che colpisce ogni volta è che quando è sul palco, avvolto dalla musica, sembra immobile, ma se lo osservi con attenzione ti rendi conto che invece non è mai fermo. Si muove continuamente, in un dondolio lento che ricorda il moto del mare quando è piatto. Apparentemente piatto, come Fresu è apparentemente fermo, a piedi scalzi, raggomitolato in una posizione che dovrebbe togliere il respiro. Qualcuno lo considera un vezzo. Per me è il rito con cui ci invita a partecipare al miracolo della musica, all'incanto che si crea nei suoi spettacoli so easy to look at, so hard to define.


... Dimenticavo, il rosso delle sue parole l'ha scelto lui.



ARTE E MUSEI A 200 PASSI DI JAZZ

dic 2009

Paolo Fresu sui suoi rapporti con le arti non musicali

foto di Carla Gori

PAOLO FRESU
biografia

Paolo Fresu, nato a Berchidda il 10 febbraio 1961, è uno dei più famosi trombettisti e compositori italiani.

Inizia lo studio dello strumento all'età di undici anni nella banda musicale Bernardo De Muro di Berchidda, suo paese natale. Dopo varie esperienze di musica leggera, scopre il jazz nel 1980 ed inizia l'attività professionale nel 1982 frequentando dapprima i seminari senesi e registrando quindi per la RAI sotto la direzione di Bruno Tommaso.

Nel 1984 si diploma in Tromba presso il Conservatorio di Cagliari con il M° Enzo Morandini e frequenta successivamente la facoltà universitaria del DAMS (sezione Musica) presso l'Università di Bologna.

Jazzista di fama internazionale, vive tra Bologna, Parigi e la Sardegna.

Dal 1988 è ideatore e organizzatore del festival Time In Jazz, che si svolge ad agosto a Berchidda e dal 1989 i Seminari jazz di Nuoro, città della quale è cittadino onorario.

Ha fatto parte di diverse formazioni: oltre al proprio quintetto (con Tino Tracanna, Roberto Cipelli, Attilio Zanchi, Ettore Fioravanti, in passato a volte ampliato a sestetto con la presenza di Gianluigi Trovesi o del belga Erwin Vann) Paolo Fresu dirige o co-dirige svariate formazioni a cui partecipano musicisti Jazz di diverse nazionalità.

Svolge inoltre una intensa attività discografica con oltre 350 dischi.

Tra le ultime iniziative, si segnalano l'album "Mare Nostrum" con il pianista svedese Jan Lundgren ed il fisarmonicista francese RIchard Galliano, nonché la tournée con il pianista cubano Omar Sosa che ha toccato anche Prato.

Il 21 ottobre è uscita per la "Serie Bianca" di Feltrinelli la sua prima autobiografia intitolata "Musica Dentro" e alla fine di novembre l'album per la prestigiosa ECM in duo con il chitarrista americano Ralph Towner.


Luca Devito
Fresu Press Office


Official Site  www.paolofresu.it


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