Arte
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Martina Altigeri
Che bella la mostra dello Zar! Finalmente Prato ha ricevuto una visibilità importante con questo evento e, in tanti, ogni giorno, si recano al Museo del Tessuto per vedere i capolavori esposti. “Lo Stile dello zar. Arte e moda tra Italia e Russia dal XIV al XVIII secolo” è la mostra della città. Per la prima volta numerosi soggetti pubblici e privati hanno unito le loro forze per promuovere insieme l’iniziativa e per presentare Prato come una vetrina di sicuro interesse culturale.
Grazie a questa mostra, tanti nuovi visitatori scoprono in primo luogo la città, fatta in questo particolare momento di difficoltà, ma anche costellata di tanti tesori artistici poco conosciuti. E questa è l’occasione giusta per presentarli all’esterno.
La mostra ha aperto i battenti il 19 settembre e fino al 10 gennaio resterà a disposizione dei curiosi e degli appassionati. Si possono vedere oltre 130 opere tra dipinti, abiti e tessuti, provenienti dai più prestigiosi musei russi - Museo dell’Hermitage e Museo Statale Russo di San Pietroburgo, Museo del Cremlino di Mosca - oltre che da numerose istituzioni italiane, come i musei del Polo Museale Fiorentino. La mostra illustra la nascita e lo sviluppo dei rapporti culturali, delle relazioni commerciali e diplomatiche tra l’Italia e l’antica Moscovia, attraverso il canale privilegiato del commercio delle stoffe italiane e delle merci di lusso.
La prima parte offre una panoramica sullo sviluppo delle produzioni seriche italiane dal tardo Trecento fino al Cinquecento, con l’esposizione di capolavori tessili e dipinti di grande prestigio, che testimoniano l’importanza di questi tessuti nel contesto sociale e culturale dell’epoca.
Il nucleo centrale è dedicato ai rapporti tra l’Italia e la Russia in un’epoca che va dal XIV secolo, momento in cui sono testimoniati i primi rapporti tra mercanti europei e le città portuali del Mar Nero, fino al momento della grande apertura dell’Impero Russo agli stili di vita occidentali avvenuta per volontà di Pietro il Grande all’inizio del XVIII secolo. Il lento declino della produzione serica italiana nella prima metà del Settecento non arresta l’interesse per l’arte italiana e in territorio russo iniziano a affluire, grazie al collezionismo, importanti capolavori confluiti poi nel patrimonio dei più prestigiosi musei russi.
La mostra si conclude con l’eccezionale esposizione della pala della Circoncisione, realizzata dal Cigoli per la chiesa di San Francesco a Prato e passata, nell’Ottocento, alle collezioni dell’Hermitage.
Due mondi e due culture: quella occidentale - italiana e toscana - con le sue ricercate manifatture e l’eleganza dell’arte; quella del vicino Oriente – moscovita – con le sue ricchezze e lo sfarzo regale. La mostra ripercorre in parallelo l’evoluzione degli stili tessili e pittorici. Da una parte drappi e paramenti italiani, dall’altra i tesori tessili del Cremino; pregiate sete e opere di maestri del tempo, come Tiziano Vecellio e Paris Bordon.
Tra le due realtà c’è sempre stata una fitta influenza. Piacevano alle ricche corti degli zar i preziosi arazzi e i ricami realizzati dalle manifatture lucchesi, veneziane e fiorentine, allo stesso tempo l’arte e la creatività tessile italiana si lasciava influenzare da vari stili orientali.
Le opere
Esposti si trovano stoffe, abiti, importanti opere d’arte. Di manifattura italiana è il paliotto proveniente dalla Galleria dell’Accademia di Firenze e realizzato nel 1336, con filato d’oro e d’argento, per l’altare maggiore della chiesa fiorentina di Santa Maria Novella, oppure la dalmatica del Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto, con ricami d’oro e fili di seta, su disegno di Botticelli. Nelle pitture si trovano raffigurati tessuti dai motivi simili come l’abito di Santa Maria Maddalena dipinto da Antiveduto Grammatica, oppure i mantelli di velluto broccato dipinti da Girolamo da Santa Croce e da Bernardino Fungai. E in mostra anche tanti manufatti tessili orientali come i sakkos, i felon e altre maestose dalmatiche, realizzate con pregiatissimi filati d’oro e argento e impreziositi da gioielli e pietre. E persino lo Zar Pietro il Grande si è scomodato, aprendoci i suoi armadi e mostrandoci la ricchezza dei suoi abiti.
Allestimento
Belle le collezioni tessili e le opere d’arte, ma scuramente affascinante è l’allestimento delle sale al piano superiore. Il Museo del Tessuto è stato in buona parte trasformato per fare spazio ai numerosi oggetti provenienti dalle principali collezioni russe e da vari luoghi italiani. Alcune sale sono state ripensate nella disposizione delle teche e dei pannelli, con l’aggiunta di video proiezioni e di particolari giochi di luce.
Il Museo del Tessuto, se pur statico nella sua concezione naturale di spazio per le collezioni, qui si è reinventato totalmente, offrendo al visitatore l’opportunità di apprezzarlo sotto una veste completamente nuova. Tanto per rimanere in tema….
LA TERZA ROMA DEGLI ZAR NELL’IMPERO DEL TESSUTO